Commissione lampo, è scontro

8 Luglio 2018

Spoltore, scambio di accuse tra la consigliera Febo e il presidente Burrani

SPOLTORE. Guerra aperta tra maggioranza e minoranza nella Commissione Bilancio del Comune di Spoltore, con scambi di accuse su orari di convocazione e durata della seduta. Secondo quanto denunciato mercoledì dalla consigliera di opposizione Marina Febo, infatti, la commissione, convocata alle 8.30, si sarebbe conclusa tre minuti dopo, con tanto di verbale compilato con le seguenti attività: appello dei presenti, verifica del numero legale, dichiarazione di validità della seduta, approvazione del verbale della seduta precedente, introduzione della delibera di variazione del bilancio di previsione finanziario 2018/2020, votazione, verifica di ulteriori richieste di intervento e dichiarazione di chiusura della seduta. Arrivata in Comune alle 8,28 ed entrata nella sala commissioni alle 8,33, la Febo ha scoperto dal presidente della Commissione, Stefano Burrani che i lavori erano già finiti. «Meravigliata, ho chiesto spiegazioni e copia del verbale per verificare l'attività svolta in un lasso di tempo cosí breve, ma era ancora in corso di elaborazione e mi veniva consegnata dopo 40 minuti di accese discussioni». La Febo ha quindi contestato «l'ostruzionismo di Burrani, l'utilizzo degli strumenti istituzionali che comportano l'erogazione del gettone di presenza per una attività inesistente, sollevando anche dubbi sulla reale e oggettiva possibilità di espletare tutte quelle attività in meno di 3 minuti. Pertanto, ho richiesto un "controllo interno" del Comune sulla regolarità di quanto accaduto». Molto diversa la versione raccontata da Burrani: «Febo parla di commissione lampo, ma sa benissimo che i consiglieri di maggioranza, presenti alla riunione, avevano già affrontato per ore gli argomenti nella settimana precedente. La data e l'orario erano stati concordati con lei: la prima convocazione era alle ore 8, dunque il ritardo non è di tre minuti, ma di 33 (trentatrè). Ricordo», prosegue Burrani «che dopo la seconda convocazione, il presidente è obbligato a iniziare la commissione: nonostante tutto avevo dato la mia disponibilità a riaprire la seduta, dopo la chiusura dei verbali, ma lei si è rifiutata. Infine aggiungo che ho già dichiarato al consiglio comunale la mia rinuncia ai 18 euro del gettone di presenza, dunque parlare di spreco di soldi pubblici è fuori luogo. Non ho mai chiesto neanche i rimborsi spese come delegato alla protezione civile, per i viaggi istituzionali fatti in questi mesi».