Commissioni, l’ira di Antonelli: «Ora basta con le sedute inutili»

Dopo la denuncia del Pd, il responsabile del consiglio comunale richiama all’ordine i presidenti che convocano riunioni-burla e annuncia una lettera-diffida firmata anche dal segretario generale
PESCARA. La denuncia del centrosinistra sulle commissioni che si riuniscono trattando argomenti considerati risibili e banali ha fatto scoppiare un caso. Ieri il presidente del consiglio comunale Marcello Antonelli, approfittando della conferenza dei capigruppo, ha richiamato all’ordine i presidenti che convocano le sedute su temi discutibili, costringendo spesso assessori e dirigenti a partecipare.
Non è finita qui. Antonelli ha preannunciato l’invio di una lettera ai presidenti, firmata anche dal segretario generale del Comune Carla Monaco, per invitarli a rispettare ciò che prevede il regolamento. Una sorta di diffida, dunque, anche se al momento non sono previste sanzioni. «Durante la conferenza dei capigruppo», ha detto Antonelli, «ho anticipato l’invio di una nota a firma mia e del segretario generale con la quale ricorderemo ai presidenti delle commissioni quali sono le prerogative e le funzioni delle commissioni consiliari. È una cosa, peraltro, che noi abbiamo già segnalato a settembre in una riunione specifica con i presidenti. Adesso ribadiremo quelle cose in forma ancora più ufficiale. Direi che quelle cose non siano state ascoltate a sufficienza». «Ribadiremo, dunque», ha affermato, «che le commissioni non possono continuare a convocare assessori, dirigenti e funzionari. Le commissioni consiliari sono organi politici e si affacciano con la parte politica dell’amministrazione e con la giunta. L’assessore, quando va in commissione, può anche decidere di portare con sé il dirigente, il funzionario e l’usciere. La commissione deve stare dentro le competenze del consiglio, perché sono articolazioni di quest’ultimo».
«Gli argomenti», ha aggiunto, «sono di competenza del consiglio. Quindi, convocare una commissione su una gara in corso o su un bando non si può fare, a meno che non ci siano ragioni specifiche. Così come abbiamo ribadito che non si possono convocare sedute di commissione con esclusivo oggetto programmazione dei lavori o approvazione dei verbali. Basta con i sopralluoghi buttati là, le commissioni devono stare dentro i paletti dello statuto e del regolamento. Io auspico che ci sia maturità da parte dei presidenti, non immagino attività sanzionatorie. Stiamo parlando a persone maggiorenni, ci auguriamo che vengano rispettate le regole».
I maligni, però, sospettano che alcune sedute vengano convocate per consentire ai consiglieri di guadagnare il gettone di presenza di 64,56 euro lordi erogato per ogni ora di riunione. A sollevare il caso è stato il centrosinistra, dopo aver criticato la decisione del presidente della commissione Sicurezza Armando Foschi di organizzare lunedì un sopralluogo sul lungofiume per andare a vedere il rifugio di un clochard. Per questo, i consiglieri Pd hanno deciso di rinunciare al gettone di presenza.
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