Commissioni, scontro aperto La consigliera Fattore attacca

1 Ottobre 2017

ALANNO . «Il consiglio comunale chiude le porte alla democrazia e calpesta la decenza civica», attacca la consigliera di opposizione Fabia Fattore del gruppo Alanno in Movimento, dopo la seduta dell'a...

ALANNO . «Il consiglio comunale chiude le porte alla democrazia e calpesta la decenza civica», attacca la consigliera di opposizione Fabia Fattore del gruppo Alanno in Movimento, dopo la seduta dell'altra sera. Non ce l'ha fatta da sola a far valere i suoi principi «anche perché», dice, «l'altro gruppo di opposizione di centrodestra, Alanno Viva capeggiata da Roberto Salerni, ha avallato le proposte della maggioranza Pd (Continuità e rinnovamento). Questa seduta ha decretato la morte della democrazia ad Alanno». Il primo scontro c'è stato sulla composizione delle commissioni che dovevano valutare l'erogazione dei contributi socio-assistenziali e quelli alle associazioni cittadine. La Fattore è stata esclusa come membro delle commissioni, in base al regolamento comunale che prevede che esse siano composte da due rappresentanti: uno di maggioranza e uno di minoranza e per questo gruppo ha partecipato il componente di Alanno Viva che ha ottenuto una percentuale di voti maggiore di quello della Fattore.
«Per evitare l'impasse», riprende Fattore, «e far arrivare sui tavoli anche i pareri della mia minoranza, il 31 luglio scorso avevo presentato la proposta di variazione del regolamento per meglio comporre le commissioni. Ma non c'è stata risposta da parte della maggioranza. Addirittura, il presidente del consiglio Enisio Tocco ha parlato di dittatura democratica. Ed è ciò che vige in questo paese».
La Fattore nella votazione di questo punto ha abbandonato l'aula. Contrapposizione frontale c'è stata anche sull'accesso agli atti. Contro la proposta della maggioranza per la consegna degli atti entro 15 giorni a consiglieri e cittadini, la Fattore fa valere regolamenti e decreti che dicono che i consiglieri devono essere messi in condizioni di conoscere immediatamente i contenuti di atti per lo svolgimento delle sue attività istituzionali.
«Ma la decisione del consiglio è stata sconvolgente. La maggioranza accetta il termine di 5 giorni proposto dall'altro gruppo di minoranza». Il punto passa con il voto contrario della Fattore, che poi definisce "la follia finale" del consiglio la risposta alla sua interrogazione sul ripristino del parcheggio invalidi in prossimità di scivoli e in luoghi dove c'è stato l'abbattimento delle barriere architettoniche e dove ci sono i maggiori servizi del centro. «Il consiglio “per scelta politica”, come ha detto l'assessore Gaetano Cuzzi», conclude la Fattore, «decide di lasciare lo status quo mantenendo i parcheggi in luoghi inadatti e pericolosi. Insomma, qui la politica calpesta anche la disabilità». (w.te.)