Compagna uccisa di botte L’arrestato non parla
PESCARA. Si è avvalso della facoltà di non rispondere Gelu Cherciu, il romeno di 67 anni arrestato dai carabinieri per aver ucciso di botte la sua convivente Monica Gondos, il 30 maggio scorso.La...
PESCARA. Si è avvalso della facoltà di non rispondere Gelu Cherciu, il romeno di 67 anni arrestato dai carabinieri per aver ucciso di botte la sua convivente Monica Gondos, il 30 maggio scorso.
La decisione di non rispondere alle domande del gip Nicola Colantonio, che ha firmato l'ordinanza di custodia cautelare su richiesta del sostituto procuratore Anna Benigni, è dovuto molto probabilmente a una questione di opportunità.
Il romeno, infatti, da giovedì rinchiuso in carcere, solo ieri mattina, a poche ore dall'interrogatorio programmato, ha sostituito il suo legale di fiducia che non ha avuto quindi modo di leggere neppure un atto di una vicenda delicata che potrebbe costare all'arrestato fino a 20 anni di carcere.
Cherciu, probabilmente sotto l'effetto dell'alcol, di cui è abituale consumatore, per l'ennesima volta avrebbe picchiato la sua convivente e questa volta procurandole conseguenze tanto gravi da portarla alla morte.
Al suo arresto il magistrato è arrivato dopo un’istruttoria in cui sono state assunte anche le dichiarazioni delle due figlie che riferirono dei continui litigi tra i due, peraltro molto violenti, e delle visibili conseguenze che ogni volta avevano sul corpo e sul volto della malcapitata donna.
Determinante è risultato anche il responso del medico legale che ha sostenuto trattarsi di ecchimosi provocate non da una caduta, come aveva voluto far credere l'arrestato che affermò di aver trovato la convivente sulle scale di casa, ma da percosse, probabilmente pugni, inferti con estrema violenza poche ore prima del ritrovamento del corpo.
Maurizio Cirillo
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