«Comparto sciistico, i fondi non bastano all’Abruzzo»

26 Marzo 2021

«Il decreto Sostegni non è adeguato alle esigenze del comparto sciistico abruzzese e va immediatamente rivisto». Ad affermarlo è il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, rendendo noti i...

«Il decreto Sostegni non è adeguato alle esigenze del comparto sciistico abruzzese e va immediatamente rivisto». Ad affermarlo è il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, rendendo noti i contenuti di una lettera inviata al ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Mariastella Gelmini, al ministro per il Sud e la Coesione territoriale Mara Carfagna, al ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta e al viceministro allo Sviluppo economico Gilberto Pichetto Fratin. Secondo Sospiri, il provvedimento contiene diverse criticità.
«È prevista l’erogazione di 700 milioni in favore delle attività di impresa di vendita di beni o servizi al pubblico dei Comuni con vocazione montana appartenenti a comprensori sciistici. Il problema deriva dall’interpretazione della dicitura “comprensorio sciistico” che non è specificata in alcun testo legislativo», dice Sospiri. «Tale genericità potrebbe cambiare completamente il risultato nella ripartizione del fondo. È fondamentale chiarire se per comprensorio sciistico si intende l’insieme di due o più stazioni, ad esempio considerando un’unica entità il comprensorio Alto Sangro-Roccaraso-Rivisondoli-Pescocostanzo, per quanto riguarda l’Abruzzo; oppure se si intende l’insieme delle piste appartenenti a una sola stazione sciistica e in tal caso in Abruzzo avremmo ben 10 comprensori sciistici; o infine se si intende l’insieme del Comune che ospita la stazione sciistica e dei Comuni montani limitrofi. Il decreto», continua il presidente del Consiglio regionale, «stabilisce poi che la prima ripartizione del fondo avvenga a favore delle regioni attraverso il conteggio delle presenze turistiche 2019 realizzate nei Comuni con vocazione montana di categoria E (Comuni con vocazione montana) e H (Comuni con vocazione montana e con vocazione culturale, storica, artistica e paesaggistica), secondo quanto previsto dalle tabelle Istat in un recente studio denominato “classificazione turistiche dei Comuni”».
Quindi afferma: «Tenendo conto di tale parametro, secondo una prima proiezione l’Abruzzo si vedrebbe assegnare appena l’1,50% delle risorse, poco più di 10 milioni. E, sempre secondo le previsioni della suddetta tabella Istat», conclude Sospiri, «addirittura Comuni come Rapino o Pretoro, che pure accolgono le stazioni sciistiche della Maiella, non riceverebbero alcuna dotazione, perché sono state inserite nella categoria B-Comuni a vocazione culturale, storica, artistica e paesaggistica non finanziati, quindi sarebbero fuori gioco».