Comune, 200mila euro per le telecamere

In arrivo anche i lampioni intelligenti. E le forze dell’ordine indicano le priorità: Pescara vecchia, piazza Muzii e lungomare
PESCARA. Più telecamere per sorvegliare Pescara. Più occhi elettronici per aumentare la sicurezza in città. Sono le indicazioni che polizia e carabinieri hanno lanciato nei mesi scorsi al Comune e nel 2018 partirà un investimento in questo senso, con una serie di interventi che corrono paralleli. Li annuncia il vice sindaco Antonio Blasioli spiegando che «ai fondi previsti in bilancio, per circa 30mila euro, si aggiungeranno altri 175 mila euro di fondi regionali, quelli del “Programma strategie urbane sostenibili (Sus)” destinati specificatamente alla videosorveglianza, di cui si sta occupando l’assessore Stefano Matteucci Civitarese. E poi c’è un progetto di Enel Sole (incaricata della gestione della pubblica illuminazione) che riguarda una serie di punti luce intelligenti. I lampioni, cioè, saranno dotati di telecamere e apparecchiature per controllare la qualità dell’aria. Il percorso con Enel Sole è cominciato: c’è stato un incontro e un altro ci sarà per poi procedere, entro il 2018».
L’intenzione del Comune è di muoversi in due direzioni: intervenire sugli impianti esistenti, in modo da sistemare quelli fuori uso e migliorare la qualità delle immagini (ad esempio al centro storico), e poi installare le telecamere laddove non esistono ma si avverte la necessità.
L’input è partito dalle forze dell’ordine che hanno chiesto proprio di «rivedere l’impianto di videosorveglianza, sia come posizionamento sia come qualità delle immagini», sottolinea il questore Francesco Misiti. E su due zone è stata sollecitata una attenzione particolare, cioè Pescara vecchia e piazza Muzii, dove il sistema esistente «va integrato». L’auspicio di chi si occupa di sicurezza è di avere una «copertura ad ampio respiro» e nello stesso tempo di controllare «alcune zone specifiche». L’utilità per le forze dell’ordine è indubbia perché i risultati in termini di sicurezza ci sono, fa notare Misiti, e il lavoro della polizia è «agevolato» dalla presenza di «un occhio in più». «Ci sono città all’avanguardia da questo punto di vista», prosegue il questore, e anche il contributo dei singoli è importante, ad esempio quello dei commercianti che fanno ricorso alle telecamere per controllare il proprio negozio e consentono, così, di aver uno sguardo fisso su determinati punti. Non si può che essere «favorevoli», quindi, ai progetti del Comune che garantiscono più sicurezza ai cittadini.
«Pescara ha la necessità di muoversi in questa direzione», dice il comandante provinciale dei carabinieri Marco Riscaldati. E l’annuncio di nuovi investimenti non può che essere accolto con «grande favore» anche perché sono la conseguenza di «richieste specifiche» partite nel corso di riunioni in prefettura. «Si sta perseguendo la linea indicata, ad esempio per quanto riguarda Pescara Vecchia», dove sono stati effettuati dei sopralluoghi con i carabinieri per dei «suggerimenti tecnici». E, tra l’altro, è stata «suggerita anche la videosorveglianza sulla riviera, dalla Madonnina». Ma l’idea di Riscaldati va anche oltre la città. «Questa attività», dice, «si inserisce in un progetto più ambizioso, e in fase di studio, di sorvegliare tutta la semicirconferenza di territorio che corre lungo l’Asse attrezzato, da Francavilla al mare a Città Sant’Angelo».
Le telecamere hanno una «utilità duplice», dice Blasioli. «Aiutano a far desistere i malintenzionati, che magari ci ripensano prima di entrare in azione. E poi aiutano le forze dell’ordine nell’azione di repressione, grazie alle immagini registrate. Ma non posso che confidare anche in una coscienza civica maggiore da parte di tutti i pescaresi perché controllare tutta la città non sarà mai possibile. Occorre che i cittadini sentano la cosa pubblica come cosa propria e non solo di altri», conclude il vice sindaco. E il riferimento è ai danneggiamenti che si susseguono in ogni angolo della città, che diventano spese a carico del Comune. Impossibile non ricordare, poi, che per molte indagini sono state decisivi i filmati della videosorveglianza. Basti pensare all’omicidio di Antonio Bevilacqua, a Montesilvano, e alla rapina di fine agosto 2017 alla Banca di Credito Cooperativo di Castiglione Messer Raimondo di Elice, per i carabinieri. Un grosso aiuto alla squadra mobile, invece, è arrivato durante le indagini su un violento pestaggio a piazza Unione, negli anni passati, e su alcuni episodi di knock out game, più di recente.
Anche dai privati può arrivare un contributo consistente e Riscaldati ha affrontato l’argomento con la Confcommercio, guidata da Franco Danelli. «Ho registrato un certo favore alla videosorveglianza» e gli effetti del nuovo corso ci sono, essendo «diminuiti i furti e le rapine nelle attività commerciali».
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