Comune, i dipendenti sono senza contratto Protesta dei sindacati

La Cisl e il Csa sul piede di guerra si preparano allo scontro «Trattative bloccate, l’ente non rispetta gli impegni presi»
PESCARA. I 700 dipendenti del Comune sono senza contratto decentrato. Quello precedente è scaduto da anni, ma le trattative non sono ancora partite per rinnovarlo. Per questo, i sindacati minacciano di far partire le proteste. Ieri, prima la Funzione pubblica della Cisl e poi l’organizzazione autonoma Csa Ral hanno inviato una sorta di diffida all’ente ad avviare al più presto il negoziato.
«La Cisl Fp», si legge in una lettera firmata dalla segreteria aziendale Vito Di Milia e Gianluca Di Biase e indirizzata al direttore generale Tommaso Vespasiano e al dirigente del settore Risorse umane Fabio Zuccarini, «nel corso delle precedenti riunioni aveva sollecitato la ripresa della contrattazione su argomenti di rilevante importanza per i lavoratori del Comune di Pescara, chiedendo di calendarizzare gli incontri ed evitando ulteriori perdite di tempo. L’amministrazione, a tal fine, si era impegnata ad avviare i lavori nel mese di settembre». «Si coglie l’occasione», continua la lettera, «per sottolineare e stigmatizzare il comportamento dell’amministrazione sulle relazioni sindacali, per la mancanza o completa assenza di coinvolgimento delle stesse per quanto concerne l’organizzazione del lavoro, che è ancora oggetto di contrattazione e/o confronto».
E ancora: «A tal proposito, la Cisl Fp vuole focalizzare l’attenzione su alcune criticità che, a tutt’oggi, non vengono ancora affrontate per le quali si evidenzia un considerevole ritardo: convocazione per la contrattazione e sottoscrizione del nuovo contratto di lavoro decentrato; convocazione per la contrattazione e sottoscrizione del fondo salario accessorio annualità 2019; valutazione performance per l’anno 2018». «Inoltre», aggiunge la segreteria aziendale, «la Cisl Fp intende attenzionare anche le ulteriori criticità segnalate dai lavoratori: problematiche inerenti l’orario di lavoro e il mancato riconoscimento di alcuni istituti previsti dal contratto; mancanza di una circolare esplicativa riguardante il riconoscimento di istituti contrattuali; risoluzione della problematica legata al mancato decentramento delle presenze; sollecito della liquidazione compensi arretrati per il corpo della polizia locale; sollecito del pagamento arretrati indennità di reperibilità e di indennità di rischio».
La lettera si conclude con un avvertimento: «La Cisl Fp sollecita nuovamente l’amministrazione ad assolvere a tali ritardi e/o mancanze liquidando le spettanze dovute...L’organizzazione sindacale si riserva di percorrere tutte le vie a disposizione per tutelare i dipendenti, sia per le inadempienze contrattuali, che per eventuale danno economico derivante dalla mancata corresponsione dei fondi».
Dura anche la posizione espressa dal coordinamento provinciale del Csa Ral. «I dipendenti del Comune», è scritto, «sono ancora senza il contratto decentrato. Il 21 maggio 2018 è stato sottoscritto il nuovo contratto nazionale, dal 10 dicembre 2018 le trattative per il nuovo contratto decentrato sono interrotte. Il Csa, con note del 31 gennaio e 19 luglio scorsi, chiedeva di convocare le parti sindacali per il negoziato, ma ad oggi ancora niente e i tempi di ripresa delle trattative sono un’incognita».
«Il Csa», si sottolinea nel comunicato, «ritiene tale situazione lesiva nei confronti dei lavoratori che, dopo oltre dieci anni di vuoto contrattuale, hanno diritto al nuovo contratto decentrato di riordino del salario accessorio. Anche il sistema delle performance, oggetto di contestazioni, è da adeguare alla nuova normativa. Inoltre, il Comitato unico di garanzia risulta non operativo e le azioni previste dal Piano delle azioni positive non risultano attuate». «Il Csa», conclude, «chiede all’amministrazione di attivarsi con immediatezza per la risoluzione delle questioni evidenziate».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

