Comuni vestini fuori dal cratere «Restiamo cittadini di serie B»

24 Luglio 2018

I danni del sisma. Il sindaco di Penne amareggiato dopo il parere negativo dato dal governo Esclusi dagli aiuti anche Civitella Casanova, Catignano, Basciano e Penna Sant’Andrea

PENNE. Penne, Civitella Casanova, Catignano, Basciano e Penna Sant’Andrea sono fuori dal cratere sismico. Questa è la realtà. Il governo Lega-Cinque Stelle ha emesso parere negativo sugli emendamenti riguardanti l’inserimento dei Comuni di Penne, Civitella Casanova e Catignano nel cratere sismico e sul blocco del declassamento del presidio ospedaliero San Massimo. Gli emendamenti sono stati poi trasformati in ordini del giorno, ma non sono ancora stati inseriti nei lavori dell’Aula. «Siamo amareggiati», commentato il sindaco di Penne Mario Semproni, «che gli emendamenti presentati dal senatore Nazario Pagano, che ringraziamo per l’attenzione dimostrata a favore del territorio vestino, non siano stati accolti dalla maggioranza di governo. Emendamenti che avrebbero aiutato l’area vestina a lenire le ferite prodotte dagli eventi calamitosi di gennaio 2017».
Lo sciame sismico che si è sviluppato da agosto 2016 a gennaio 2017 ha provocato ingenti danni nel capoluogo vestino. Complessivamente sono state effettuate 888 verifiche di sopralluogo dai tecnici della protezione civile e 439 locali sono stati sgomberati. È paradossale come centri che hanno subìto danni nettamente inferiori rispetto a Penne siano stati invece inseriti nel cratere. Alla conta dei danni, sempre per quanto riguarda Penne, c’è da aggiungersi lo sforzo, fatto con orgoglio e abnegazione, a supporto dei soccorsi della valanga di Rigopiano. «Abbiamo registrato morti e distruzione, molte imprese del territorio hanno chiuso le attività produttive, mentre i centri vestini come Penne, Catignano e Civitella Casanova sono alle prese con una ricostruzione senza regole e senza fondi. Devo constatare», conclude Semproni, «che dopo le belle parole pronunciate durante la campagna elettorale da Paolo Gentiloni a Giuseppe Conte, purtroppo non è cambiato nulla: rimaniamo cittadini di serie B. Abbandonati e senza futuro». Anche nel piccolo Comune di Civitella Casanova la situazione non è delle più rosee. Lo sciame sismico che si è sviluppato da agosto 2016 a gennaio 2017 ha provocato l’inagibilità di 50 edifici privati, di due chiese e di tre edifici pubblici. Sei famiglie sono state sistemate nei moduli abitativi provvisori (Map), mente 15 nuclei familiari hanno usufruito del contributo di autonoma sistemazione (Cas) e hanno trovato sistemazione in affitto o in albergo. Se a questi numeri si aggiungono quelli relativi al terremoto 2009, più le 39 abitazioni andate distrutte dopo la frana di Valle del Giardino del 2015, ecco che la situazione di Civitella si fa ben più grave. C’è il serio rischio che i piccoli centri dell’entroterra abruzzese che hanno subìto danni e che comunque sono rimasti fuori dal cratere possano pagare uno spopolamento repentino. Solo a Penne, dopo le verifiche effettuate dalla protezione civile, nella piazza centrale della città ben quattro attività (il bar-pub Chicco Verde, l’edicola Sacco, l’agenzia di pratiche auto Milano e uno studio notarile) hanno dovuto abbandonare il proprio edificio, ma non tutti sono riusciti ad avere la forza di ripartire.
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