Con Beatrice e Donatella nei luoghi cult della Toscana

8 Maggio 2016

Tante location per raccontare la fuga e la storia delle due amiche: un viaggio rocambolesco tra paesaggi e centri commerciali, ville e discoteche

ROMA. La corsa bella e folle di Beatrice e Donatella, le protagoniste del film “La pazza gioia” è anche una corsa tra i luoghi belli della Toscana, paesaggi e centri commerciali, ville e discoteche.

Dalle verdissime serre della periferia di Pistoia parte il viaggio delle due donne e qui i nostri paesaggi della campagna toscana invadono lo schermo in attesa dell’autobus che sarà il primo trampolino verso questo strano tour in cerca di serenità. Una gita fuori programma e solo apparentemente fuori di testa che toccherà altri luoghi simbolo della nostra regione. Per esempio le Terme del Tettuccio di Montecatini e il fascino classico dell’edificio è una cornice perfetta per l’intensità di questa amicizia strampalata. Altre location montecatinesi: via don Minzoni, piazza del Popolo e piazza Italia.

A Campi Bisenzio per Beatrice e Donatella si apre il paradiso dello shopping. Nella galleria dei negozi dei Gigli è infatti girata una sequenza con le due fuggiasche diversamente suggestionate da luci e vetrine che sembrano avvolgerle e respingerle al tempo stesso.

Per ballare si finisce al Seven Apples, a Marina di Pietrasanta, location cult per molti toscani e luogo chiave della storia di Donatella che non a caso porta il simbolo del locale, la mela con le strisce, tatuato sul corpo. Del resto in Versilia sono girate molte scene di “La pazza gioia”. E le scene delle amiche che viaggiano sulla sppider d’epoca decappottabile, un po’ “Il sorpasso” e un po’ “Thelma e Louise”, un’insolita Versilia on the road, corrono su quelle strade. A Viareggio poi c’è spazio anche per il Carnevale, per la folla, per sequenze piene di suoni e colori ed è un’altro omaggio alla Toscana e alle sue chicche, ai suoi tesori, alle sue tradizioni. Ed è significativa anche la scelta a di girare da Galliano. 55 anni nello stesso bar si girò una scena di «Una vita difficile» capolavoro di Dino Risi con Alberto Sordi e Lea Massari.

In Lucchesia c’è Villa Marlia, dove si trova la lussuosa residenza di famigliadi di Beatrice e anche qui la bellezza della nostra terra conquista lo schermo.

A Livorno o meglio al ponte di Calafuria è invece stata girate una delle scene più drammatiche del film. Praticamente uno dei primi ciak, a febbraio dello scorso anno, con una scogliera blindatissima e il soggetto del film ancora top secret.

Insomma anche questa volta Virzì non ha voluto allontanarsi troppo dalla sua città Livorno e dalla sua terra. E ha voluto valorizzarne le ptenzialità.E la scelta di puntare sulla toscanità non è stata solo geografica. Come nella maggior parte dei suoi film infatti Paolo Virzì ha coinvolto anche questa volta moltissimi toscani. Attori e altre importanti figure della troupe. Naturalmente dei luoghi toccati dal film sono tutte le comparse, grandi e piccini, reclutate di volta in volta con casting mirati, nelle scuole e in varie sedi scelte per selezionare facce e sguardi.

(c.g.)