Con il Jobs act stesse condizioni

30 Marzo 2015

Cosa cambia nei rapporti tra banca e clienti quando a chiedere un mutuo ha in tasca il nuovo contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti previsto dal Jobs Act? UniCredit, per esempio, ha...

Cosa cambia nei rapporti tra banca e clienti quando a chiedere un mutuo ha in tasca il nuovo contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti previsto dal Jobs Act? UniCredit, per esempio, ha deciso di applicare, per la concessione di prestiti e mutui a clienti privati, gli stessi criteri di valutazione finora adottati per i lavoratori con contratto a tempo indeterminato.

Per la banca, infatti, la nuova forma contrattuale prevista dal decreto legislativo 4 marzo 2013 n°23 (meglio conosciuto appunto come “Jobs Act”) è del tutto equiparata a quella fin qui

prevalente, sia dal punto di vista della valutazione creditizia che dell’offerta commerciale.

«Ciò significa», ha sottolineato Gabriele Piccini Country Chairman Italy «che i nuovi assunti,

superato il periodo di prova, potranno accedere a mutui e prestiti secondo i criteri

normalmente in uso, che in linea con le evoluzioni del mondo del lavoro valorizzano la

continuità lavorativa indipendentemente dalla tipologia di contratto e dalla dimensione

aziendale. La decisione», continua Piccini, «conferma l’impegno di UniCredit a supporto delle necessità

finanziarie dei privati e delle famiglie, testimoniato anche dalla crescita (+111%)

dell’erogazione di mutui residenziali nel corso del 2014».