Con la pistola al bar, perizia sull’arma

3 Novembre 2018

In attesa dell’esame balistico, i militari “leggono” il cellulare di Cicolini: forse era in attesa di qualcuno

MONTESILVANO. Perché andava in giro con una pistola pur sapendo di essere tenuto costantemente sotto controllo? Che cosa doveva farci? E l’arma è stata mai utilizzata in passato?
Queste sono le domande che i carabinieri della Compagnia di Montesilvano, comandati dal capitano Luca La Verghetta, si stanno ponendo in queste ore dopo l’arresto di Massimo Cicolini, 46 anni di Montesilvano, che la notte di mercoledì scorso è stato sorpreso in un bar con una pistola automatica Browning Pro-9 calibro 9x21 caricata con 13 proiettili. L’uomo in realtà ha tentato di disfarsi dell’arma passandola dietro al bancone, intimando al barista di nasconderla. Una mossa che però non è sfuggita ai militari. Nell’auto di Cicolini poi i carabinieri hanno trovato anche un coltello a serramanico.
Dopo la convalida dell’arresto e la custodia cautelare in carcere richiesta dal pm, i carabinieri hanno proseguito le indagini inviando la pistola a Roma per un accurato esame balistico e il telefonino cellulare al Nucleo investigativo della Compagnia, che sta ricostruendo telefonate e messaggistica dell’arrestato.
Cicolini è noto alle forze di polizia per essere rimasto coinvolto, otto anni fa, nell’indagine Domino 2 sul traffico di droga a Montesilvano, mentre due anni fa ha subìto la chiusura del circolo che gestiva, il “Word Club” di via Luciani a Montesilvano, su ordine del questore. Durante le indagini della polizia, infatti, dai filmati delle telecamere nascoste nel circolo emerse che all’interno del locale privato si svolgeva attività di spaccio. Oltre a Cicolini le misure cautelari interessarono anche i due collaboratori dell’attività.
Mai in passato Cicolini era stato trovato in possesso di armi. Gli investigatori sono convinti che sia dall’esame balistico che dalla ricostruzione della messaggistica e delle ultime telefonate fatte prima dell’arresto, si riuscirà a sapere qualcosa di più sulle intenzioni dell’uomo. Secondo quanto raccontato da Cicolini ai carabinieri, la pistola - che risulta illegalmente acquistata anni fa nel Nord Italia, attraverso l’esibizione di un documento falso - gli è stata venduta da persone a lui sconosciute. Si tratta ora di capire da quanto tempo è passata nelle sue mani e se, e come, sia stata usata durante questi anni. E se la scorsa notte, al bar, stesse aspettando qualcuno. Con una pistola pronta a sparare. (l.d.f.)