«Con la politica ormai ho chiuso»

28 Maggio 2022

Lo sfogo dell’ex Margherita: arrestato e assolto, non ho diritto al risarcimento

MONTESILVANO. «E che vogliamo fare? Andiamo avanti». Attilio Vallescura, geometra ed ex assessore all’Urbanistica con l’amministrazione Cantagallo, è uno che parla poco. Eletto nel 2004 con la Margherita, fu l’unico a dimettersi ancora prima che a Montesilvano scoppiasse il Ciclone: lasciò per l’onta di un avviso di garanzia. «Questo avviso di garanzia ha colpito moltissimo l’uomo Attilio Vallescura, non l’assessore o il geometra, ha colpito l’uomo. Perché non tutti siamo uguali, non tutti abbiamo lo stesso cuore», così disse l’allora sindaco Enzo Cantagallo durante l’ultimo consiglio comunale prima del Ciclone.
Nonostante le dimissioni e il cambio di amministrazione, Vallescura fu arrestato: tre mesi e due giorni, prima in carcere e poi agli arresti domiciliari: «Non posso neanche ripensarci, guardi non me lo ricordi», dice, «è stato un periodo bruttissimo». Poi, dopo due gradi di giudizio, le assoluzioni: «Almeno quelle». Ma l’ultima battaglia, Vallescura l’ha persa: la Corte di Cassazione ha deciso che il suo arresto, nonostante le assoluzioni seguenti, fu legittimo. Il ricorso di Vallescura, assistito dall’avvocato Giuliano Milia, è stato bocciato: «Non ho diritto a un risarcimento», riassume. Sulla motivazione, alza le mani: con la sua condotta, definita dai giudici «gravemente colposa» e «improvvida», l’ex assessore avrebbe contribuito «ad indurre in errore l’autorità procedente, esercitando un’efficacia sinergica rispetto all’adozione del provvedimento restrittivo». Il comportamento di Vallescura, dice la Cassazione, sarebbe stato «idoneo a rappresentare una realtà connotata da caratteri di equivocità».
Su una cosa Vallescura non vuole commentare: l’arresto scattò il 13 luglio del 2007 quando l’amministrazione Cantagallo era caduta già da 8 mesi e in Comune si era insediato il centrodestra di Pasquale Cordoma. Sulla memoria mandata in Cassazione, Vallescura ha sottolineato che non avrebbe potuto inquinare eventuali prove né reiterare presunti reati. «Questa è la legge italiana», dice l’ex assessore, «ma io rispetto la legge e anche le sentenze». E dopo un’esperienza del genere in politica ci tornerebbe? «Mi è bastato, con la politica ho chiuso». (p.l.)