«Con noi al governo stop ai campi rom e via i centri sociali»

12 Marzo 2017

Il leader leghista sbarca in città e attacca il sindaco Bossi “scomunica” Matteo: «La Lega va a scatafascio»

ROMA. «Quelli che mirano al corpo a corpo con la polizia non mi interessano, io sto con chi indossa la divisa e oggi è là fuori a lavorare». Matteo Salvini parla a Napoli e la tensione sale alle stelle. La prima convention del leader leghista nel capoluogo partenopeo è infatti scandita da duri scontri tra “incappucciati” e forze dell’ordine. Scontri che vanno avanti per tutto il pomeriggio ma che non scoraggiano Salvini. L’obiettivo è quello di “esportare” la Lega nel Mezzogiorno. Gruppi di supporter arrivano in città dalle regioni del Centro e del Sud portando con sè decine di cartelli con la scritta “Salvini premier”. E lui prova a non deludere nessuno. «Lavorerò per una squadra più ampia possibile, vogliamo sognare in grande, vogliamo coinvolgere il più possibile ma i traditori non mi interessano, Quindi gli Alfano e i Fini stiano lontani da qua» avverte Salvini, che spiega il perché della sua discesa a Napoli: «Se io sono qua con alcune migliaia di persone è perché evidentemente il centrodestra ha fallito. Dov’è l’opposizione a Napoli?».

Salvini attacca de Magistris che si era opposto alla concessione della Mostra d’Oltremare: «È scandaloso che un ex magistrato sfortunatamente sindaco, spero ancora per poco, si permetta di decidere chi può e chi non può venire a Napoli». A chi gli fa presente che de Magistris non ha preso parte al corteo anti-lega, Salvini risponde che a lui basta quello che il sindaco ha dichiarato nei giorni scorsi: «Quello che ha dichiarato in questi giorni verrà portato in qualche tribunale dove, magari, qualche magistrato più equilibrato di lui deciderà se può insultare o no». Quel che è certo è che su immigrazione e accoglienza il leader della Lega non cambia registro: «Il 25 dicembre è Natale e nasce Gesù Bambino, se non ti piace vai a festeggiare al tuo paese...». Salvini prova a trovare una giustificazione anche ai cori antinapoletani: «Le scuse ai napoletani le ho già fatte 18 volte. Vent’anni fa quando ho preso la tessera della Lega, l’Italia era diversa, ora l’Italia deve vincere tutta insieme e Napoli e il Sud sono troppo importanti per lasciarli in mano ai de Magistris o i Crocetta di turno». E ancora: «Non devono fidarsi di me, ma dei fatti che portiamo avanti da anni in Veneto e in Lombardia».

Contro lo sbarco di Matteo Salvini a Napoli si schiera Umberto Bossi: «Sono un po’ depresso. Salvini porta la Lega a Napoli, capitale di Pulcinella. L’ho fatta io la Lega e mi dispiace vederla andare a scatafascio». E sbagliata per il fondatore della Lega è anche la scelta di Napoli: «Io sarei andato a Bari. La capitale del Sud moderno è Bari. Napoli è la capitale degli imbroglioni». Il programma della Lega comunque non cambia. Salvini parte a testa bassa contro gli antagonisti che ieri hanno attaccato le forze dell’ordine: «Vorrei che i conigli dei centri sociali fossero scesi in piazza contro la camorra ma forse hanno paura perché qualche mamma o papà con la camorra ci campa». Ma non è finita. «Quando andremo al governo prima sgombereremo i campi rom e poi i centri sociali». Quanto agli scontri, Salvini se la prende con il sindaco di Napoli («De Magistris sta tirando su una bella gioventù») e poi non rinuncia a una provocazione: «La prossima volta che vengo a Napoli la manifestazione la facciamo in piazza del Plebiscito, così vediamo». De Magistris è il «responsabile» degli scontri? Per Fratelli d’italia il sindaco di Napoli ha una «grave responsabilità» mentre il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, esprime «a nome del Pd» solidarietà al leader leghista: «Io la penso al contrario di Salvini, ma lui ha il diritto di parlare dove e come crede».

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