Conad Adriatico alla conquista dell’Iper

24 Luglio 2018

Città Sant’Angelo, il gruppo marchigiano punta all’affitto dei centri commerciali. I sindacati divisi, solo la Cgil è contraria

CITTÀ SANT’ANGELO. Conad Adriatico è pronta ad acquisire il controllo degli ipermercati a marchio Iper in Abruzzo: è il senso dell'operazione resa pubblica da un avviso all'Autorità garante della concorrenza e del mercato che annuncia «l'affitto» da parte di Conad Adriatico società cooperativa, che ha sede legale a Monsampolo del Tronto, nelle Marche, «di quattro rami d'azienda di Iper Montebello spa».
Il termine per l'invio delle osservazioni da parte del garante è domani. Il ramo d'azienda commerciale del gruppo Finiper in Abruzzo è rappresentato da Iper Pescara, a Città Sant'Angelo (223 dipendenti), Iper Ortona (168 dipendenti) e Iper Colonnella (198 dipendenti). Il quarto punto vendita compreso nell'operazione è quello di Civitanova Marche. La comunicazione ha provocato un'alzata di scudi da parte della rappresentanza dei lavoratori e in particolare della Cgil, che già in precedenza non aveva voluto partecipare all'accordo con la proprietà per una riduzione degli orari di lavoro finalizzata a scongiurare licenziamenti.
«Iper il paese della grande “I” ha deciso di vendere il punto vendita di Città Sant'Angelo e con esso tutti i suoi dipendenti», accusa in una nota firmata da Lucio Cipollini la sigla Filcams Cgil di Pescara, «crediamo sia evidente la grave scorrettezza dell'azienda che, pur sapendo benissimo quello che stava per succedere, ha aspettato che tutti i lavoratori dell'Iper Pescara firmassero la riduzione per ufficializzare la notizia della vendita. I motivi sono evidenti: quanti avrebbero accettato la riduzione dell'orario, se avessero saputo che il negozio stava per essere venduto a qualche imprenditore locale? Perché è questo quello che succederà, visto che Conad sta cedendo tutti i punti vendita a gestione diretta, puntando solo sui “franchising”».
La nota prosegue chiedendo a Fisascat e Uiltucs (le sigle di categoria di Cisl e Uil) di annullare l'incontro previsto per oggi alla Regione per ratificare l'accordo sugli orari e chiedono di aprire con Iper Montebello «una trattativa vera, alla presenza del vice presidente della Regione Giovanni Lolli, per impedire che il marchio Iper abbandoni l'Abruzzo». Un invito che Cisl e Uil non sono intenzionate a raccogliere. A chiarirlo è Davide Frigelli, segretario regionale della Fisascat, che rivendica il lavoro e l'impegno portato avanti assieme a Bruno Di Federico, suo omologo della Uiltucs: «L'azienda, nemmeno in una fase così delicata e con dei licenziamenti in discussione, ha ritenuto di svelare le proprie strategie commerciali, note solo a presidente e amministratore delegato. Questo è per noi motivo di grande amarezza». «Ma domani (oggi)», assicura Frigelli, «io firmerò ugualmente l'accordo, perché chiunque subentrerà dovrà mantenere il personale come prevede la legge e devo tutelare i lavoratori, anche pensando a una trattativa che nessuno può sapere come andrà a finire».
Sei anni fa, è stata aperta da Finiper una procedura di licenziamento per 61 persone. Attualmente gli esuberi, dopo l'utilizzo di incentivi e ammortizzatori sociali, riguardano comunque 32 dipendenti e da settembre scatterebbe per loro la mobilità. Il nuovo accordo con l'azienda prevede secondo Frigelli una «perdita sostenibile di retribuzione» e tutela i posti di lavoro, anche perché la trattativa Finiper e Conad «non è stata smentita, ma le aziende hanno garantito che il fitto non si concretizzerà prima di gennaio».
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