Concessioni balneari: no ai bandi

28 Luglio 2019

Padovano (Sib) boccia la bozza di decreto che reintroduce le gare pubbliche

PESCARA . No alla procedura di evidenza pubblica, «che sempre una gara è». Lo dice Riccardo Padovano, (nella foto), vice presidente nazionale del Sib, il sindacato dei balneatori italiani, che commenta la bozza circolata in questi giorni del Decreto della presidenza del consiglio dei ministri, un provvedimento che doveva recepire quanto stabilito nella legge di bilancio che sembrava aver disinnescato la “bomba” Bolkestein. Si tratta della temutissima la direttiva comunitaria che in origine prevedeva il passaggio delle concessioni balneari attraverso le gare europee. La legge di bilancio aveva concesso una proroga di 15 anni, fino al 2033, ma la bozza del “dpcm” reintroduce il concetto di “bando” sul quale i balneatori italiani non sono assolutamente d’accordo. «Bisogna partire da un presupposto», dice Padovano, «e cioè che il ministro Centinaio finora ha mantenuto gli impegno presi. Inserire lo slittamento delle scadenze delle concessioni al 2033 è stata una grande opportunità per i titolari delle imprese balneari. Il dicastero ci aveva detto di indicare dei tecnici da inserire nel gruppo di lavoro per la definizione del dpcm, ma a sorpresa abbiamo letto di questa bozza di cui non sapevamo nulla. Noi continuiamo a dire che le concessioni devono rimanere fuori dalla Bolkestein». Il 31 luglio Padovano, con la delegazione della Sib, sarà a Roma per un incontro con il ministro Centinaio, «che ci spiegherà bene i contenuti di questo decreto. Dalla politica ci aspettiamo, e desideriamo, che mantenga quello che ha detto in campagna elettorale, e cioè l’uscita delle concessioni dalla direttiva». Nel frattempo la categoria, come sottolinea Padovano, continua a fronteggiarsi con una serie di altre anomalie, come i ritardi da parte di alcuni comuni nel rilascio dei titoli demaniali e, soprattutto, una «difformità nella determinazione dei canoni. Non è possibile che uno stabilimento paghi 90mila euro l’anno per la concessione, e quello accanto solo 10mila. Significa che qualcosa non va, e che il meccanismo va rivisto». (a.bag.)