Concessioni balneari: via libera del Comune alla proroga di un anno

Boccata di ossigeno per le 101 attività del litorale pescarese Padovano (Sib): azione congiunta di associazioni e politica
PESCARA. Concessioni demaniali balneari: ancora un anno di proroga, fino al 31 dicembre 2024. Ma potrebbe slittare anche al 31 dicembre 2025, «per il tempo strettamente necessario alla conclusione della procedura di assegnazione», come si legge nel verbale di delibera (numero 1031 del 29 dicembre 2023) del Comune di Pescara, che riprende le decisioni del legislatore a livello nazionale e fa tirare un sospiro di sollievo alle 101 concessioni del litorale. La reazione dei balneatori di Confcommercio non si fa attendere. Riccardo Padovano, presidente del Sib, commenta: «La proroga delle concessioni emanata dai comuni abruzzesi è stata un’azione coordinata tra associazioni e amministrazioni. Ma non basta: la strada da perseguire, ora, è quella di una riforma di legge con l’unico obiettivo di “normalizzare” le norme».
Da circa un ventennio, la direttiva Bolkestein che prevede la liberalizzazione delle concessioni, tiene in scacco migliaia di operatori del settore. La prima boccata d’ossigeno è arrivata nel 2018, quando la legge 145 prevedeva la proroga delle concessioni demaniali marittime per le attività turistico-ricreative fino al 31 dicembre 2033. Invece, nel 2021, arriva la doccia fredda del Consiglio di Stato che con le sentenze numero 17 e 18 del 2021 ha annullato le proroghe delle concessioni sino al 31 dicembre 2033 e stabilito un nuovo termine di efficacia fino al 31 dicembre 2023.
In mezzo a questi tira e molla legislativi, i balneatori di tutta Italia, e anche di Pescara, si sono ribellati scendendo in piazza, o protestando davanti ai palazzi governativi, chiedendo l’aiuto delle istituzioni di ogni fede politica. E a poche ora dalla scadenza dell’ennesima scadenza, la giunta comunale pescarese ripercorre l’ultimo atto e si esprime anche sulle strutture amovibili: «L'articolo 10 quater, comma 3 del decreto legge 29/12/2022, n. 198, convertito con modificazioni dalla legge 24/2/2023, n. 14, ha disposto il differimento del termine di validità delle concessioni demaniali al 31 dicembre 2024, salvo ulteriore differimento al 31 dicembre 2025 per il tempo strettamente necessario alla conclusione della procedura di assegnazione, consentendo di mantenere le strutture amovibili degli stabilimenti balneari fino al 31 dicembre 2023, senza l’obbligo di smontarli per l’inverno e contestualmente disponendo il divieto agli enti concedenti di procedere all’emanazione di qualsiasi bando di assegnazione fino all’adozione dei decreti legislativi di attuazione».
«È improprio chiamarle proroghe delle concessioni perché in realtà sono proroghe delle evidenze pubbliche», sottolinea Padovano che parla di «delibere che sono state fatte in Abruzzo e che non creeranno confusione nell’interpretazione della norma. Possiamo dire che in Abruzzo ha funzionato il coordinamento tra le associazioni di categoria che collaborano tra loro e che interagiscono con i Comuni e con la Regione. Possiamo dire che si scrivono oggi le normative nei Comuni tenendo fuori le appartenenze politiche. Dopo la chiusura della delibera del Comune di Pescara, come quando c’è un buon lavoro tra le associazioni di categoria con la politica che ascolta e si toglie le casacche delle appartenenze politiche, si scrivono le norme con il solo obiettivo di fare il bene della collettività».
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