Concluso il Forum delle città dell’Adriatico Pescara cede la presidenza al Montenegro

14 Dicembre 2014

PESCARA. Si è conclusa ieri, con il passaggio di consegne della presidenza del Forum delle città dell’Adriatico e dello Ionio, da Pescara alla città di Kotor, nel Montenegro, la sedicesima assemblea...

PESCARA. Si è conclusa ieri, con il passaggio di consegne della presidenza del Forum delle città dell’Adriatico e dello Ionio, da Pescara alla città di Kotor, nel Montenegro, la sedicesima assemblea del Forum ospitata all’Aurum da venerdì scorso. Un appuntamento di grande rilevanza, per la nascita della macroregione adriatico ionica e per il recupero di un posto di rilievo in Europa per la città di Pescara. La vice presidenza è stata assegnata alla città di Brindisi ed è stata confermata la segreteria ad Ancona, che la detiene da sempre. Al Forum ha aderito anche la città di Vasto. Nei due giorni di seminari e sessioni di lavoro, a detta del Comune, si è registrata una buona partecipazione dei soggetti istituzionali, con le conclusioni nella giornata di ieri di Lodovico Gherardi, della Regione Emilia Romagna, dell’Autorità di gestione del programma Adrion, che ha gettato le basi per alcuni contenuti progettuali da sviluppare nei temi della macroregione, al fine di attivare le risorse per la cooperazione territoriale e transnazionale in campi come quello della ricerca, della smart innovation, governance, trasporti, sostenibilità e turismo. «Si è conclusa positivamente l’esperienza del Forum, resa possibile in estrema economia rispetto al recente passato, ma densa di lavoro e di prospettive per la città pur in tempo di crisi», ha commentato il sindaco Marco Alessandrini, «Pescara resta nel direttivo del Forum a garanzia di un equilibrio nel segno della tradizione e della storia del Forum. Pescara intende giocare un ruolo propulsivo per sviluppare progettualità capaci di aiutarci a superare gap in campo di trasporti, turismo ed economie collegate. Le nuove opportunità che vengono offerte dalla macroregione dovranno essere accolte pienamente nel prossimo futuro».