Concorsi falsati, Di Fiore: non c’entriamo

Il sindaco di Scafa difende la sua amministrazione: noi siamo pronti a collaborare per ricostruire la verità
SCAFA. Concorsi falsati nei Comuni di Scafa e Spoltore, il sindaco di Scafa Giordano Di Fiore difende la sua amministrazione. «Noi non c’entriamo nulla con questi fatti che risalgono a tempi antecedenti la nostra elezione», precisa, «e i tre ex dipendenti comunali non sono più in servizio da tempo». Dopo la scoperta della Procura di Pescara di presunti concorsi falsati con il pubblico ministero Andrea Di Giovanni che ha chiesto il processo per quattro persone, il sindaco Di Fiore sceglie la linea della difesa «malgrado la nostra estraneità ai fatti contestati», avvenuti tra il 2019 e il 2022, «ma non è stato possibile fare altrimenti perché è un susseguirsi di telefonate di gente che vuole sapere cosa sia accaduto. Non c’entriamo nulla con quanto viene contestato».
Nel mirino dei magistrati le segretarie comunali Marzia D’Incecco e Stefania Coviello, all’epoca dei fatti rispettivamente in servizio a Scafa e Spoltore, che devono rispondere di falso ideologico. Gli altri due indagati sono Andrea Bufarale, ex responsabile finanziario del municipio di Scafa, e Luigi Tontodonati a cui vengono contestati reati di abuso d’ufficio e truffa per aver percepito denaro indebitamente. «Il Comune di Scafa», chiarisce il sindaco Di Fiore, «si mette a disposizione per concorrere a ricostruire la verità. Valuteremo come tutelare al meglio la posizione della persona giuridica del Comune poiché tutti devono sapere che nella nostra amministrazione si viene assunti se si compete alla pari, così come per fare progressione di carriera. Non esistono scorciatoie, così il nostro pensiero comune». (c.co.)

