Concorsi falsati, inchiesta chiusa Ex dipendente di Scafa a processo

Bufarale rinviato a giudizio per falso e truffa, prosciolti in tre. Il 17 giugno comincia il dibattimento Secondo l’accusa avrebbe intascato 127mila euro per lezioni private svolte durante l’orario di lavoro
SCAFA. Si chiude con un rinvio a giudizio e tre proscioglimenti l'inchiesta su presunti concorsi irregolari (poi non risultati tali) nei Comuni di Spoltore e Scafa tra agosto 2019 e dicembre 2022, quindi in pieno Covid. Quattro erano gli indagati per i quali il pm Andrea Di Giovanni aveva chiesto il processo, ma di questi è stato rinviato a giudizio soltanto Andrea Bufarale, componente di entrambe le commissioni e dipendente del Comune di Scafa, che verrà quindi processato il 17 giugno prossimo.
I reati dai quali dovrà difendersi sono falso e truffa. Mentre gli altri tre imputati, Marzia D'Incecco, all'epoca segretaria comunale a Scafa e presidente della commissione dello stesso Comune; e Stefania Coviello, segretaria a Spoltore e presidente anche lei della commissione del suo Comune, entrambe accusate di falso, sono state prosciolte, così come Luigi Tontodonati, responsabile del personale del Comune di Scafa, accusato però solo di abuso d'ufficio. Quest'ultimo, stando all'accusa, in violazione delle norme e di una convenzione che consentivano al municipio di attingere da una graduatoria del Comune di Colledara, sottoscrisse un contratto a tempo determinato a Bufarale, procurandogli un ingiusto profitto. Per Tontodonati, il gup Giovanni de Rensis ha ampiamente argomentato i motivi che hanno portato al non luogo a procedere, spiegando come la nuova norma sull'abuso d'ufficio, «in base agli elementi acquisiti nel corso delle indagini non consente di formulare una ragionevole previsione di condanna». Per D'Incecco e Coviello, accusate di non aver evidenziato le situazioni di incompatibilità per i rapporti che avevano con due candidate, il giudice anche qui ha largamente motivato affermando come le imputate si fossero «mosse all'interno del perimetro normativo “consigliato” nei pareri dell'Autorità nazionale anticorruzione e autorevolmente “tracciato” dal Consiglio di Stato», spiegando che i «rapporti personali di colleganza e/o collaborazione tra alcuni componenti della commissione e determinati candidati ammessi alla prova orale non sono sufficienti a configurare un vizio della composizione della commissione stessa».
Quanto a Bufarale, l'unico a essere stato rinviato a giudizio, il problema non è quindi collegato all'accusa di falso (che è la stessa per la quale sono state prosciolte le altre due imputate), ma a quelle attività extra lavoro che avrebbe svolto mentre esercitava le sue mansioni di responsabile del settore Area e Finanza del Comune di Scafa. Nei tre anni dal 2020 al 2022 avrebbe intascato, attraverso l'ipotizzato secondo lavoro (proibito dalla normativa per i dipendenti pubblici), circa 127mila euro. Il reato di truffa contestato riguarda appunto queste attività e anche per il fatto di aver svolto, durante l'orario di lavoro, lezioni private individuali on line a quattro persone. E poi, attraverso una impresa individuale Lex Specialis, secondo l'accusa riconducibile alla moglie, avrebbe taciuto su una serie di lezioni che avrebbe tenuto finalizzate alla preparazione di alcuni candidati al concorso di agente della municipale o a quello di Servizi demografici. Adesso sarà il giudice monocratico a stabilire la sua eventuale responsabilità riguardo alle accuse che gli vengono mosse di falso e truffa.

