Concorso all’Arta: «La gara l’avrebbe vinta Tenaglia»

27 Giugno 2018

Pubblicate le motivazioni del tribunale sull’assoluzione con formula piena dell’ex direttore Fernandez e dell’avvocato: nessuno scambio corruttivo

PESCARA. «La tesi è suggestiva ed, essendo sprovvista di fondamento probatorio, si fonda su argomento di carattere logico, ciò che la espone, inevitabilmente, ad essere contraddetta da argomenti del medesimo ordine logico». Così il tribunale collegiale motiva l'assoluzione, con formula piena, di Antonio Fernandez, ex direttore amministrativo dell'Agenzia regionale per la tutela dell'ambiente (Arta) di Pescara, e di Pierluigi Tenaglia, presidente dell'Ordine degli avvocati di Chieti, dalle accuse di corruzione e turbativa d'asta relativamente alla vicenda sulla gara di affidamento del servizio di patrocinio legale dell'Arta.
Una prima gara bandita nell'aprile 2011, sospesa per via di un concorrente che non aveva i requisiti, a cui fece poi seguito un secondo bando. In particolare, i giudici rilevano che «al momento in cui fu sospesa la gara il candidato che aveva, obiettivamente, le maggiori chance di aggiudicarsela era proprio Tenaglia». E aggiungono: «Ci sarebbe da chiedere cosa sarebbe avvenuto se al nuovo bando, che riapriva i termini per la partecipazione di altri candidati, si fosse presentato qualche altro concorrente con un numero di patrocini nel quinquennio superiori a quello di Tenaglia. Non vi è dubbio che la gara se la sarebbe aggiudicata il nuovo concorrente». Il tribunale fa quindi notare che «A questo punto, per raggiungere il fine illecito ipotizzato dalla pubblica accusa sarebbe apparsa soluzione più semplice proseguire nell'aggiudicazione della gara già iniziata, che vedeva Tenaglia in netto vantaggio sugli altri concorrenti, semplicemente escludendo il concorrente che non aveva i requisiti». Secondo i giudici poi non si evince alcun scambio corruttivo: «Dalle parole che i due si scambiano si capisce che è stato proprio Tenaglia a chiedere a Fernandez di segnalargli una persona di fiducia da assumere nel suo studio legale come segretaria per sostituire la titolare del posto». E quando Tenaglia «viene a sapere che si tratta della cognata di Fernandez, lungi dal promettere l'assunzione, appare possibilista». A questo si aggiunge che la cognata di Fernandez «non solo non fu mai assunta dallo studio Tenaglia, ma nemmeno mai si recò al colloquio preliminare all'assunzione». I giudici poi affrontano anche il capitolo del concorso di perito elettrotecnico, bandito dall'Arta il 15 maggio 2010. Questo filone coinvolgeva Fernadez, che è stato condannato a due anni e 8 mesi per concussione, ma assolto da tutti gli altri reati; Nicola Colonna, membro della commissione di concorso, condannato per rivelazione di segreti di ufficio a 9 mesi (pena sospesa) e assolto dall'accusa di falsità ideologica in atti pubblici; Pietro Domenico Pellegrini, candidato al concorso; Angela Del Vecchio, ex direttore dell’Arta di Pescara; Ernesto D'Onofrio, ex dipendente Arta. Pellegrini, Del Vecchio e D'Onofrio, sono stati tutti assolti con formula piena.