Concorso in Comune senza alcun vincitore L’esame sarà ripetuto

Individuato un errore della commissione esaminatrice L’ente pronto a rifare l’orale con i sei candidati bocciati
PESCARA. Il Comune è intenzionato a ripetere l’esame orale del concorso per un posto di dirigente tecnico, terminato con la bocciatura di tutti i candidati. La decisione definitiva non è stata ancora presa, ma è questo l’orientamento dell’ente per evitare che possa nascere un contenzioso legale.
La novità è trapelata dagli uffici comunali, all’indomani delle richieste di annullamento in autotutela dell’orale presentate dai 6 concorrenti bocciati al secondo esame, dopo aver superato la prima prova scritta in cui risultavano ammessi 57 candidati. Secondo i ricorrenti, sarebbe emerso un errore commesso dalla commissione esaminatrice che avrebbe inficiato l’esito dell’esame orale. Per questo ora gli uffici chiederanno chiarimenti alla commissione, dopodiché potranno prendere una decisione definitiva sulla ripetizione della prova orale. In pratica, sarebbero mancati i criteri di valutazione della prova stessa che andavano stabiliti dalla commissione prima dell’espletamento. «Tale mancanza», ha spiegato venerdì scorso il deputato del Pd Luciano D’Alfonso, «contravvenendo a quanto previsto dall’articolo 12 del decreto del presidente della Repubblica numero 487 del 1994, inficia la validità della prova».
«A fronte di questo», si è chiesto il parlamentare, «cosa farà il dirigente del settore Risorse umane del Comune? Cosa farà il direttore generale Pierluigi Carugno, membro della commissione d’esame?».
Insomma, un errore che i 6 candidati bocciati non hanno mancato di rilevare nella lettera inviata al Comune per richiedere l’annullamento della prova orale. «Il vizio dedotto ed effettivamente riscontrato», si legge nella missiva in cui viene citata la sentenza del Consiglio di Stato numero 715 del 2018, «ha comportato una radicale e insanabile illegittimità dell’operazione valutativa della prova orale del concorso in argomento, traducendosi in una grave violazione delle regole di trasparenza e imparzialità che devono presiedere ogni procedura concorsuale, attesa la valenza imperativa dell’articolo 12 del decreto del presidente della Repubblica numero 487 del 1994, risultando in assenza della previa fissazione dei criteri di massima, ogni valutazione delle prove d’esame arbitraria e irrimediabilmente illegittima, pur in presenza di un eventuale giudizio, sintetico o analitico, di supporto al punteggio numerico attribuito».
Da qui la richiesta che venga annullata, in autotutela, «ai sensi dell’articolo 21 nonies della legge 241 del 1990, la prova orale del 28 marzo 2023 relativa al concorso pubblico».
«Avevo concluso la conferenza stampa di due settimane fa», ha ricordato D’Alfonso, «con la previsione che il Prodotto interno lordo dell’avvocatura, pescarese e non, sarebbe cresciuto di almeno due punti percentuali. Sono stato facile profeta. Sembra quasi che, più che cercare vincitori, si siano cercati i bocciati attraverso il rovesciamento dell’obiettivo della selezione, che è il reperimento di risorse umane adeguate per una pubblica amministrazione».
«Sono certo del fatto», ha concluso il deputato del Pd, «che gli autorevolissimi componenti giudicanti sapranno trovare la soluzione migliore per tutelare le esigenze dell’ente e le aspettative dei concorrenti, che hanno diritto a una selezione svolta secondo i principi di legittimità e trasparenza». «Ma serviva o no fare questo concorso? Vedremo», ha concluso, «per fortuna l’Ufficio legale del Comune è di straordinaria autorevolezza, competenza e capacità di giurisprudenza».

