Confesercenti: la ripresa si vede

13 Dicembre 2015

Acquisti natalizi, partenza in chiaroscuro . Ardizzi: meglio parcheggiare in terza fila con i negozi pieni

PESCARA. È un Natale in chiaroscuro quello che si delinea a pochi giorni dalla partenza ufficiale dello shopping natalizio nel centro cittadino. Le associazioni di categoria, Confesercenti e Confcommercio, esprimono posizioni divergenti sull'andamento dell'economia locale, nonostante gli sforzi profusi nell'organizzare iniziative di fine anno e attirare la clientela a Pescara.

Rinviando i bilanci a dopo le feste, la sensazione è che vi sia ancora molto da fare. Per Gianni Taucci, direttore Confesercenti, i segnali di una leggera ripresa ci sono a giudicare dalle presenze in città e dal giro d’affari nei negozi. «Il flusso della clientela è in aumento, sia a Pescara che a Montesilvano. Più gente entra nei negozi e si sentono anche accenti diversi. Sono soprattutto i pugliesi a scegliere le nostre città per fare acquisti. L’incremento che stavamo aspettando, si comincia a vedere. Ci aspettiamo il dieci per cento in più degli incassi rispetto allo scorso anno. In ogni caso, non sto sentendo le solite lamentele, tipo: oddio, che mortorio. No, qualcosa si muove».

Secondo la lettura di Confesercenti, le iniziative messe in cantiere dall'associazione stanno «dando buoni frutti. I commercianti rispondono bene alle attività, chiaro che sono necari tempi lunghi per avere conferme». A giudizio di Taucci, nel tempo, «è cambiato anche il modo di fare acquisti. Oggi si comprano più pensierini per il Natale, ma a meno prezzo». Questo spiega perché tanti negozianti hanno messo in vetricna prodotti a prezzi più popolari. Taucci rilancia l’idea del centro commerciale naturale, come soluzione più efficace all’uscita dalla crisi dei piccoli negozi. Ai primi di gennaio si terrà un incontro proprio per far ripartire un progetto che sembra essersi arenato. Lo stesso direttore Confesercenti osserva che «le giovani generazioni pensano al rilancio delle attività di famiglia. In una scuola superiore di Giulianova, gli studenti mi hanno raccontato che gli acquisti preferiscono farli nei negozi che conoscono, di familiari e amici, piuttosto che nei grandi centri commerciali».

Tutt’altra musica si ascolta invece dal presidente emerito di Confcommercio, Ezio Ardizzi, il quale non lesina le lamentele degli associati che gli vengono recapitate anche attraverso sms: «Mi scrivono per dire che la città è vuota, che la gente non entra nei negozi. Forse perché spaventata da telecamere, vigili urbani, multe e controlli vari. E se i negozi sono vuoti ci mettiamo pure i mercatini intorno? Bisogna riaprire la città, eliminare i sensi unici, come in corso Vittorio Emanuele, coccolare la clientela. Negli Anni Ottanta, un sindaco di nome Nevio (Piscione ndc) diceva alla gente: parcheggiate pure in terza fila, ma venite a Pescara a fare compere. Oggi tutto questo non è possibile e la città sta diventando un dormitorio. Se i commercianti non fanno fatturato a Natale, diventano povera gente. Dai colli di Montesilvano non scende più nessuno verso Pescara, preferiscono i centri commerciali con parcheggi e comodità. Quindi, dalla politica alle associazioni, dobbiamo interrogarci tutti sul cosa fare, perché il commercio deve vivere ogni giorno. Non solo a Natale».

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