Confesercenti: Tari, aumenti immotivati

Si amplia la protesta per il rialzo delle bollette, Taucci: in assenza di chiarimenti, faremo ricorso al Tar
MONTESILVANO. Ristoratori e commercianti di Montesilvano sul piede di guerra per gli aumenti della tassa sui rifiuti. All’arrivo dei primi bollettini della Tari, che in questi giorni vengono recapitati ai contribuenti in vista della prima scadenza fissata al 30 giugno, molti esercenti hanno riscontrato delle lievitazioni delle loro bollette, che in alcuni casi appaiono addirittura raddoppiate rispetto al 2016. Per questo, i commercianti, i balneatori e i ristoratori si sono rivolti alle rispettive associazioni di categoria per cercare di far luce su quanto accaduto ed evitare la stangata inattesa. Dopo le rimostranze di Confcommercio, che ieri tramite il suo vicepresidente provinciale, Riccardo Padovano, ha fatto sapere che darà battaglia agli aumenti, oggi è la volta di Confesercenti (Fiba, Assohotel e Fiepet). «Moltissimi esercenti di Montesilvano ci stanno contattando in queste ore perché stanno ricevendo delle richieste di pagamento esagerate e soprattutto molto più elevate rispetto agli anni passati», spiega il direttore regionale, Gianni Taucci. «E si tratta di aumenti che arrivano come un fulmine a ciel sereno, dal momento che la decisione di gravare su queste categorie è stata presa in sordina, senza il minimo coinvolgimento delle associazioni di categoria». Per questo Confesercenti ha deciso di passare all’azione, non solo attraverso un incontro con l’amministrazione comunale, ma se necessario anche per vie legali: «Lunedì andremo in Comune e se non riceveremo dei chiarimenti o delle rettifiche», aggiunge Taucci, «siamo pronti a presentare un ricorso al Tar per chiedere l’annullamento del provvedimento. Non è possibile che una città a vocazione turistica, in cui si portano avanti delle iniziative per il rilancio del settore, possa allo stesso tempo penalizzare i ristoratori, i commercianti e i balneatori solo per semplici accordi politici, volti a tenere in piedi la maggioranza».
Ad esasperare Confesercenti, infatti, è soprattutto il fatto che la rimodulazione delle tariffe non è dovuta a una necessità di aumentare il gettito Tari, che infatti è rimasto invariato. «Se fosse aumentato il costo complessivo del servizio», prosegue Taucci, «non avremmo nulla in contrario all’aumento della tassa. Ma non è così, dal momento che si è scelto di penalizzare solo alcune categorie». (a.l.)

