Confindustria: e dopo il 2024 tocca all’area metropolitana
PESCARA. È una novità assoluta, nello scenario nazionale. La fusione di tre comuni grandi come Pescara, Montesilvano e Spoltore, è un fatto unico in Italia. «Una fusione così non è mai stata promossa...
PESCARA. È una novità assoluta, nello scenario nazionale. La fusione di tre comuni grandi come Pescara, Montesilvano e Spoltore, è un fatto unico in Italia. «Una fusione così non è mai stata promossa prima d’ora dall’Unità del Paese», commenta con soddisfazione Luigi Di Giosaffatte, direttore di Confindustria Chieti Pescara parlando davanti ai rappresentanti dell’associazione Nuova Pescara e all’imprenditore Enrico Marramiero. Confindustria c’è, dice sempre Di Giosaffatte, e «metteremo a disposizione il nostro know how, le nostre competenze e tutto ciò che abbiamo nel sistema. Vogliamo esserci fino in fondo e supportare la politica». A proposito di politica: i tre sindaci, prosegue il rappresentante dell’associazione degli industriali, «hanno il dovere istituzionale di portare avanti un obiettivo voluto dai cittadini» che hanno votato favorevolmente al referendum di quattro anni fa sulla Nuova Pescara.
Confindustria pensa già al prossimo obiettivo. «Subito dopo il 2024 lavoreremo per il riconoscimento dell’area metropolitana, che conta 400mila cittadini e 30mila imprese, per far risalire l’Abruzzo dalla china». Doveroso il ringraziamento «alla politica» perché si è rischiato che «non avvenisse». Ma se qualcuno «non avesse votato, avrebbe dovuto spiegare il perché. E invece hanno dimostrato che hanno visto il futuro».
Condivide la soddisfazione anche Vittorio Ruggieri del Codacons che mette in evidenza il ritardo per arrivare alla legge e annuncia che l’associazione dei consumatori non abbasserà la guardia. «Saremo le sentinelle di questo progetto affinché si concluda nei termini previsti dalla legge. Il nostro compito è di fare in modo che vengano rispettati tempi e percorsi. Ma se non sarà così» l’associazione userà gli strumenti in suo possesso per smuovere l’iter. Il Codacons è pronto a presentare «diffide» e ad affidarsi alla «class action», conclude Ruggieri.
Ha creduto e crede nella Nuova Pescara anche Federmanager. «Economia e managerialità crescono di pari passo: se cresce la prima cresce la seconda e viceversa» dice Florio Corneli associando lo sviluppo della managerialità alle «dimensioni più ampie del territorio». Si deve lavorare «sulle vocazioni» dei singoli territori, suggerisce, e «ridurre le tasse per tutti». (f.bu.)

