Confiscati alla criminalità 27 beni: Pescara si riprende case e terreni

23 Ottobre 2019

Il consiglio del 28 ottobre ufficializzerà l’acquisizione degli immobili situati tra i Colli e Rancitelli La commissione Bilancio deciderà l’assegnazione delle strutture, da utilizzare a scopi sociali

PESCARA. Sono stati confiscati alla criminalità organizzata e ora entreranno nella disponibilità della città.
Approderà in consiglio comunale, il prossimo 28 ottobre, la delibera con la quale il Comune recepirà l'acquisizione a titolo gratuito del suo patrimonio indisponibile di 27 beni sequestrati alle mafie. Si tratta di tre terreni, due immobili con destinazione commerciale e industriale, 20 unità abitative e due edifici il cui uso è ancora da definire, che sono stati assegnati all'ente dall'Agenzia nazionale dei Beni confiscati e sequestrati alle organizzazioni criminali.
Ieri mattina, la commissione bilancio e tributi, presieduta dal consigliere Salvatore Di Pino, si è riunita proprio per discuterne l'utilizzo e la loro destinazione.
«La commissione», ha detto il presidente Di Pino, «proporrà un'integrazione della delibera, muovendosi naturalmente all'interno della cornice giuridica delineata della normativa di riferimento, andando a indicare, almeno in percentuale, il tipo di destinazione di questi beni».
Ieri, «è stato il primo giorno nel quale abbiamo esaminato la questione, ma data l'assenza della dirigente di settore, Luciana Di Nino, abbiamo rinviato la discussione a giovedì mattina per sciogliere gli ultimi nodi». Il decreto legislativo 159/2011 stabilisce che i beni vengano trasferiti al patrimonio del Comune, per finalità istituzionali, sociali o economiche, con vincolo di reimpiego dei proventi per scopi sociali.
«All'interno di queste destinazioni», ha aggiunto Di Pino «l'idea della commissione è quella di individuare l'utilizzo preferenziale di alcuni di questi immobili, assegnandoli a enti e cooperative. Gran parte di queste strutture si trova in zone periferiche e quindi può essere positivo renderle disponibili per associazioni che operano in attività socio-culturali». Dei 27 beni, 10 si trovano in via Tavo e sono un'unità a uso commerciale, sei abitazioni, due immobili ancora da destinare e due terreni. Il terzo terreno è stato sequestrato in via Fonte Romana, in cui hanno sede anche due abitazioni della delibera. Altra zona calda è quella di via Sacco, dove sono stati confiscati quattro immobili a uso abitativo e uno commerciale. Interessato anche il quartiere dei colli, tra Colle Marino e Colle Innamorati. Altri immobili sono collocati tra via Passo Lanciano, via Aterno, via Tevere e via Lago di Scandarello.
«Si parte dal principio», ha commentato il consigliere Pd, Francesco Pagnanelli, «che gli immobili confiscati alle mafie debbano essere ridistribuiti alla collettività secondo criteri di priorità. L'intervento della commissione sarà proprio orientato a valutare le necessità del territorio, compatibilmente con la normativa nazionale, in maniera condivisa».
Nemmeno una settimana fa, il sindaco Carlo Masci, accompagnato dai vigili della sezione Giona della polizia municipale, aveva partecipato alle operazioni di assegnazione al Comune del piano terra di un immobile, in via Tevere, già confiscato su disposizione dell'autorità giudiziaria.