Conigli morti, la pulizia avviata ma mai finita

L’allevamento di Collecorvino, due ditte contattate per la bonifica dei 5 capannoni ma i lavori si sono fermati quasi subito: forse non sono state pagate dai proprietari
COLLECORVINO. Il giorno dopo il sequestro dell’allevamento di via Po a Collecorvino, dove sono stati trovati morti duemila conigli, è cominciata la ricostruzione per capire cosa è accaduto in quei 5 capannoni lasciati all’abbandono forse per 8 mesi. In base alle prime informazioni raccolte dai carabinieri del Nas e dagli agenti della forestale, la pulizia dell’allevamento sarebbe cominciata tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo: due ditte, contattate dall’Avisan, azienda romagnola proprietaria dell’allevamento, avrebbero avviato i primi lavori. Ma la bonifica potrebbero essere stata fermata quasi subito. Non si sa perché ma l’ipotesi è che, in assenza di certezze sul pagamento, le ditte incaricate abbiano preferito aspettare: un capannone, infatti, è stato trovato senza animali. È un altro elemento da chiarire nell’indagine affidata al pm Mirvana Di Serio.
«Ulteriori accertamenti saranno svolti», aggiunge il comandante provinciale della forestale Giancarlo D’Amato, «come anche richiesto dalla procura per determinare l’effettiva causa della morte dei conigli e l’eventuale rischio per la salute pubblica, a seguito dell’abbandono dell’allevamento».
In base a quanto dichiarato dal sindaco di Collecorvino, Antonio Zaffiri, il primo allarme su «un cattivo odore» nella zona risale al 27 agosto scorso intorno alle 17. Alle 17,30, il primo sopralluogo con i vigili urbani che, però, non sono potuti entrare nei capannoni. Anche il secondo sopralluogo è finito contro il recinto della proprietà privata. Stessa storia per un terzo controllo del primo settembre fino all’8 quando Nas, forestale e veterinari della Asl sono riusciti a entrare nei capannoni grazie a un decreto della procura. Lo riferisce Zaffiri: «Per accedere all’interno, nonostante tutte le forze di polizia presenti, i Nas hanno dovuto chiedere l’autorizzazione al magistrato di turno». In mezzo, però, c’è il blitz degli addetti del Dog Village di Montesilvano e di Codici.
La stessa procura, in un giorno solo, ha dovuto emettere un altro decreto per consentire un prolungamento del sopralluogo. Un controllo durato 10 ore che si è chiuso con il sequestro del sito per il presunto reato di maltrattamento animale con l’aggravante della morte di massa dei conigli: in base ai primi accertamenti dei veterinari, i conigli sarebbero morti per asfissia in quanto nei capannoni non circolava più aria. Contestata la violazione del Codice dell’Ambiente del 2006, per deposito incontrollato di rifiuti organici, consistenti in grandi quantità di deiezioni animali e di carcasse di conigli ormai in putrefazione, alcuni quasi mummificati. (p.l.)
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