Conservatorio e università Ecco dove vince l’affitto

In centro per ottenere un bilocale si spendono da 400 a 600 euro al mese A Porta Nuova una camera singola per uno studente costa dai 180 ai 200 euro
PESCARA . C’è chi non ha un lavoro fisso e non se la sente di caricarsi sulle spalle un mutuo ventennale, chi non ha una somma importante per coprire l’anticipo (visto che non sempre si riesce a farsi finanziare il mutuo al 100), o chi, semplicemente, non vuole acquistare l’alloggio nel quale andrà a vivere.
Sta di fatto, che il mercato delle locazioni non solo non ha conosciuto la crisi che sembra stia lasciando il campo alla ripresa, ma anzi, è cresciuto costantemente negli anni in cui le compravendite precipitavano.
A Pescara, sul mercato delle locazioni si segnala una buona domanda nella zona del Conservatorio e a Portanuova. Il canone di un bilocale, secondo il centrostudi di Tecnocasa, nella zona del Conservatorio va da 400 a 500 euro al mese, mentre per i trilocali la spesa sale fino a 500-600.
I contratti utilizzati sono a canone libero oppure a canone concordato con cedolare secca.
Portanuova, zona caratterizzata dalla presenza dell’Università e del tribunale, è la parte della città dove chi acquista, in un caso su due lo fa per mettere a reddito. Il 50% degli acquisti, infatti, è riconducibile a investitori.
A comprare per immettere l’immobile sul mercato delle locazione sono in genere persone provenienti da fuori, in particolare da Roma, Foggia, Frosinone e Campobasso.
Chi acquista per investimento cerca soluzioni con più vani, almeno 3 o 4. In genere, il budget più ricorrente oscilla tra i 100mila e i 120 mila euro. A Porta Nuova affittare una camera singola a studenti universitari rende circa 180-200 euro al mese.
Il canone mensile di un trilocale, invece, si attesta tra 500 e 600 euro al mese. Il contratto più utilizzato in questa zona è quello a carattere transitorio, una tipologia che prevede delle deroghe alla durata minima. All’aumento delle locazioni immobiliari ha corrisposto anche un aumento degli sfratti per morosità, spesso incolpevole, delle famiglie che non riescono più a pagare l’affitto. Secondo le statistiche elaborate dal Ministero dell’Interno, in sette anni gli sfratti per morosità sarebbero aumentati del 76%. I dati si riferiscono al periodo compreso tra il 2008 (43.869) al 2015 (77.278). Nella provincia di Pescara, sempre secondo i dati del ministero, la percentuale sarebbe aumentata dal 10 al 25%. (a.bag.)
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