«Conservatorio, il progetto vìola la legge»
Alessandrini (M5S) critica il piano approvato in consiglio: manca anche il parere del Genio civile
PESCARA. «La delibera che dovrebbe sancire lo sviluppo del conservatorio ha un lungo elenco di vizi di legittimità». A sostenerlo è la consigliera del Movimento 5 Stelle Erika Alessandrini, all’indomani della seduta del consiglio comunale in cui è stato ratificato l’accordo per l’ampliamento del conservatorio Luisa D’Annunzio utilizzando l’ex scuola media Muzii di via Saffi.
«Come previsto dalla legge, in particolare dall’articolo 89 del decreto presidenziale 380/2001» spiega la consigliera, «tutte le varianti urbanistiche devono essere precedute dal parere favorevole del Genio civile, ma per la delibera sul conservatorio questo parere, obbligatorio e vincolante, non è stato neppure richiesto dal Comune, determinando un vizio che rende l'atto pericolante».
«Basterà infatti il semplice ricorso di un qualsiasi cittadino», sostiene Erika Alessandrini, «a determinare il possibile annullamento della variante, impedendo così al conservatorio di ottenere il finanziamento ministeriale per i lavori di ristrutturazione». «Il parere del Genio civile non è solo una questione formale» prosegue la consigliera, «il parere geomorfologico garantisce la sicurezza della struttura e per un amministratore della città la pubblica l’incolumità e la legalità dovrebbero essere alla base di ogni decisione ed azione, specie se la struttura di cui si parla sorge su un’area a rischio esondazione, come in questo caso». Inoltre, a suo dire, ci sarebbe un altro problema, «quello ben più evidente della mancanza dei parcheggi, anch’essi obbligatori e non previsti». «Si infrangono non solo le previsioni obbligatorie del Piano regolatore» conclude la consigliera, «ma anche la legge nazionale in materia, la cosiddetta Tognoli, non eludibile e assolutamente inderogabile, in un caso come questo in cui si prevede, in variante, un auditorium da 500 posti».

