Consiglieri, niente gettone a chi si assenta dall’aula

Modificato il regolamento comunale: stop ai furbetti che vanno via troppo presto Si ha diritto al compenso solo se si partecipa almeno un’ora e mezza alla seduta
PESCARA. Scatta il giro di vite per i consiglieri comunali furbetti che si assentano dall’aula, ammesso che via siano effettivamente. Ieri il consiglio ha approvato una modifica al Regolamento che fissa dei paletti ben precisi per l’erogazione dei gettoni di presenza ai politici. Ogni gettone vale 64,56 euro lordi per le commissioni e 92,96 euro lordi per le sedute del consiglio.
Il provvedimento, voluto fortemente dal presidente del consiglio comunale Marcello Antonelli e curato durante il suo iter dal presidente della commissione Statuto Claudio Croce, consente al Comune di Pescara di mettersi finalmente in regola con la legge. «La legge Finanziaria del 2008», spiega Croce, «aveva imposto a tutti i Comuni italiani di disciplinare la presenza dei consiglieri nelle assemblee civiche. Pescara, a differenza di altre città, non aveva mai provveduto a mettersi in regola. Adesso lo ha fatto dopo più di dieci anni». L’apposita delibera, inizialmente criticata da alcuni consiglieri, ha messo tutti d’accordo grazie ad un emendamento presentato, per conto della commissione, dal presidente Croce.
Ma ecco cosa dice la modifica al Regolamento del consiglio comunale approvata ieri con i voti sia della maggioranza, che dell’opposizione. All’articolo 27 bis, che disciplina l’erogazione dei gettoni di presenza, è stato aggiunto: «Ciascun consigliere comunale ha diritto a percepire un gettone di presenza per l’effettiva partecipazione ad ogni seduta del consiglio comunale e delle commissioni consiliari permanenti». «Per effettiva partecipazione», si legge ancora nel provvedimento, «deve intendersi: per le commissioni consiliari, alternativamente, la presenza del consigliere anche non continuativa per almeno metà della durata della seduta, attestata dal verbale della stessa; oppure, la presenza del consigliere per almeno 20 minuti consecutivi».
«Per il consiglio comunale», prosegue il documento, «alternativamente: la presenza del consigliere, anche non continuativa, per almeno un terzo della durata effettiva della seduta, attestata dal verbale della stessa; oppure, la presenza del consigliere, anche non continuativa, per almeno un’ora e 30 minuti, qualora la seduta abbia una durata maggiore di 4 ore e 30 minuti, attestata dal verbale; o, ancora, la presenza del consigliere alla fase della votazione di almeno un terzo, con arrotondamento aritmetico, delle proposte di deliberazione iscritte all’ordine del giorno della seduta e sottoposte a votazione». Infine, la delibera specifica che «i gettoni di presenza sono cumulabili nell’arco della stessa giornata in relazione alle presenze».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

