Consiglio su Trisi, scoppia la protesta

Il presidente Antonelli alle associazioni: «Tolgo la parola a chi parla dell’indagine». L’opposizione: «È un’intimidazione»
PESCARA. È già polemica sul consiglio comunale in programma il prossimo 3 luglio dalle ore 18 quando in aula tornerà il caso Trisi. Dopo l’interrogazione del Pd che lunedì scorso aveva già scatenato lo scontro tra opposizione e maggioranza, stavolta l’intero consiglio sarà dedicato all’ormai ex dirigente del settore Lavori pubblici Fabrizio Trisi, arrestato il 12 giugno scorso nell’inchiesta “Tana delle tigri” su appalti del Comune, tangenti e spaccio di cocaina.
Il consiglio è convocato in sessione aperta: significa che, oltre ai politici, potranno intervenire anche quelli che si iscrivono prendendo contatti con la presidenza del consiglio comunale. Sotto al municipio, potrebbe andare in scena la protesta degli attivisti con striscioni e cartelli: «Partecipiamo tutti», è l’invito di Simona Barba del coordinamento Non nella nostra città. E Barba esibisce la risposta alle prenotazioni firmata dal presidente del consiglio comunale Marcello Antonelli della Lega. Sulla mail di Antonelli si ricordano le regole per partecipare al dibattito: «Si comunica che le sarà concessa la parola per un tempo non superiore a 5 minuti, con la precisazione che dovrà attenersi al puntuale rispetto dell’argomento iscritto all’ordine del giorno (gestione del settore Lavori pubblici e finanziamenti Pnrr), non potrà fare riferimento alcuno all’indagine giudiziaria in corso che vede coinvolti alcuni dipendenti del settore né tantomeno pronunciare frasi o termini offensivi nei confronti di chiunque. In caso di violazione di tali disposizioni», dice il messaggio, «la presidenza del consiglio procederà all’immediata revoca della concessione della parola». «Parlare della gestione dei Lavori pubblici senza riferimento alcuno all’indagine ci sembra un ossimoro», dice Barba.
«Il tono del presidente è autoritario», dice il capogruppo Pd Piero Giampietro. «Una cosa del genere non è mai accaduto: sembra un’intimidazione», commenta la consigliera Marinella Sclocco, «ha dell’incredibile minacciare preventivamente per iscritto di togliere la parola nel caso in cui si parli dell’indagine. Qualcuno ci vuole mettere il bavaglio ed è segno della debolezza del centrodestra».
