Consiglio sul piano d’emergenza: come affrontare frane e incendi

PESCARA. È convocato per questo pomeriggio, alle ore 16, il consiglio comunale in adunanza straordinaria. Tra i punti all’ordine del giorno figura, oltre all’approvazione di mozioni e interrogazioni,...
PESCARA. È convocato per questo pomeriggio, alle ore 16, il consiglio comunale in adunanza straordinaria. Tra i punti all’ordine del giorno figura, oltre all’approvazione di mozioni e interrogazioni, anche la discussione sul piano operativo di emergenza del Comune.
Si tratta di uno strumento di pianificazione delle emergenze e degli eventi calamitosi che si potrebbero verificare sul territorio di Pescara, che va ad accordarsi con i piani della Protezione civile «al fine di assicurarne la coerenza con gli scenari di rischio e con le strategie operative delle diverse forze che agiscono sul territorio», spiega la consigliera comunale Maria Rita Carota, presidente della commissione Politiche sociali e della salute, che nei giorni scorsi ha esaminato il piano in commissione.
Il piano operativo di emergenza comunale prevede diverse tipologie di rischio ed eventi calamitosi che potrebbero verificarsi sul territorio: un eventuale alluvione, determinato dall’esondazione del fiume Pescara, ma anche incendi, frane, eventi sismici e, tra i rischi sanitari, anche l’insorgenza di pandemie, oltre a eventuali disastri aerei e ferroviari. «È stato effettuato uno studio da parte del dipartimento di Ingegneria del Politecnico delle Marche», spiega Carota, «che ha analizzato il potenziale di rischio presente sul territorio pescarese e ha definito l’insieme delle procedure d’intervento da attuare, garantendo il coordinamento delle strutture chiamate a gestire l’emergenza stessa quali Protezione civile, forze dell’ordine e amministrazione».
Il piano, che sarà analizzato oggi in aula, è stato stilato a seguito dell’incarico affidato al responsabile scientifico dell’università Politecnico delle Marche, Paolo Principi, e alla collaboratrice Beatrice Gatto, che hanno collaborato con il personale del servizio protezione civile e pubblica incolumità del Comune. Come si legge sull’atto, il piano non comporta impegni di spesa né diminuzioni di entrate, non ha riflessi infatti sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale dell’ente. È uno strumento operativo, un punto di riferimento al quale il sindaco Carlo Masci si riferirà per fronteggiare e gestire le emergenze «con il massimo livello di efficacia». Tra i punti di forza del piano c’è l’informazione alla popolazione «poiché mira a diffondere nei cittadini e negli operatori la cultura della Protezione civile attraverso la consapevolezza della necessità di convivere con il rischio». (y.g.)

