Consumi d’acqua, è l’altra emergenza

25 Marzo 2020

Sorgenti in difficoltà in tutta la regione: si teme per l’estate. Scattano i primi provvedimenti, invito a evitare gli sprechi

L’AQUILA. Con le scarse precipitazioni nevose in inverno c’è stato il mancato incremento delle sorgenti. E l’eccessivo consumo di acqua in questi giorni («lavatevi bene le mani», è l’invito più ricorrente) sta facendo il resto. L’allarme è scattato in tutto l’Abruzzo e se non vi è un’inversione di tendenza la crisi idrica sarà forte nei mesi di giugno, luglio e agosto. Ne sono convinte le società di gestione degli acquedotti.
«FONTANE CHIUSE». «Abbiamo inviato un documento agli amministratori dei 42 centri da noi serviti», sottolinea Fabrizio Ajraldi, presidente della Gran Sasso Acqua dell’Aquila, «chiedendo di lasciare aperta una sola fontanella per paese e di chiudere le altre. Vanno assolutamente ridotti gli sprechi. Rispetto al consueto ciclo stagionale di riferimento, le scarse precipitazioni nevose dell’inverno hanno fatto registrare un marcato decremento delle sorgenti e questo ha portato a problemi di approvvigionamento. Una situazione molto delicata se consideriamo anche l’eccessivo consumo idrico di questo periodo».
+30% DI CONSUMI. Lavatrici in funzione con una frequenza maggiore, mani da igienizzare, docce e tant’altro: la cura raccomandata dagli esperti a contrasto del Covid-19 rischia di creare un’altra, futura emergenza. «L’acqua è un bene ed è necessario farne un uso consapevole», è il messaggio che arriva dalla presidente del Consorzio acquedottistico marsicano, Manuela Morgante. Il Cam gestisce 33 comuni nella Marsica. «Dai dati in nostro possesso», spiega Morgante, «sappiamo che i consumi d’acqua in questi giorni sono cresciuti del 30% proprio perché si sta più a casa, si fanno le faccende e si usano più risorse idriche. Bisogna però gestire questo bene con consapevolezza per evitare che ci possano essere problemi in futuro».
SEMPLICI REGOLE. Gli utenti sono invitati a rispettare delle semplici regole per contribuire a tagliare gli sprechi: utilizzare lavatrici e lavastoviglie a pieno carico, riciclare l’acqua già usata per annaffiare fiori e piante, chiudere il rubinetto mentre si lavano denti e mani (questa accortezza permette di risparmiare 6 litri d’acqua ogni minuto), scongelare gli alimenti all’aria e non sotto l’acqua corrente, lavare le verdure lasciandole a mollo, usare l’acqua del deumidificatore o del condizionatore per il ferro da stiro. «Sono dei piccoli accorgimenti», conclude la presidente del Cam di Avezzano, «che contribuiranno a ridurre i consumi eccessivi d’acqua e ad assicurarci le risorse per il futuro».
LE PRIME MISURE. La Ruzzo Reti nel Teramano ha effettuato un’analisi mediante monitoraggio delle portate delle sorgenti e dei serbatoi di accumulo: «La permanenza in casa dell’intera popolazione e una più attenta igiene di ogni cittadino sono concause di una diminuzione della portata dell’acqua». La società ha deciso di adottare alcune misure. La prima è relativa al potenziamento del monitoraggio dei siti e degli impianti aziendali (sorgenti, partitori, serbatoi); saranno inoltre chiusi i fontanini pubblici nelle zone periferiche perché sono più difficilmente controllabili.
«È SEMPRE DOMENICA». «Da quando è scoppiata l’emergenza coronavirus, il consumo d’acqua è salito in percentuale fra il 20 e 30%. È come se fosse ogni giorno sabato o domenica, quando normalmente si registrano maggiori consumi. Stiamo assistendo a un sovraconsumo»: parole del direttore tecnico dell’Aca, Lorenzo Livello. La società gestisce le reti a Pescara e Chieti e in tanti altri comuni delle due province. «Nelle prossime settimane invieremo una comunicazione a Regione e Ato per segnalare quelle che sono le dotazioni attuali in vista della stagione estiva», aggiunge Livello, «le proiezioni per i prossimi mesi sono di carenza idrica, per cui bisognerà lavorare per mettere in atto politiche di razionalizzazione». Al momento, Aca farà fronte all’emergenza attivando misure straordinarie di estrazione e interventi di riduzione delle perdite sulle reti, per garantire a tutti il fabbisogno.
PRIMI RAZIONAMENTI. Nel Vastese e nel Frentano, la Sasi, che cura il servizio in 87 comuni, ha annunciato razionamenti fino a venerdì. Delle 170 piccole sorgenti con una portata di 10 litri circa, 150 sono al di sotto della soglia. La sorgente del Verde sta captando meno dei 1.200 litri al secondo che è la sua capacità di trasporto. Sono stati attivati pozzi di soccorso. «Però la portata utile delle sorgenti continua a scendere, un andamento anomalo che non può non destare qualche timore e i cui effetti si faranno sentire maggiormente nei prossimi mesi», evidenzia Fabrizio Talone, responsabile del servizio adduzione e captazione della Sasi. Il razionamento fino a venerdì riguarda 22 comuni. In alcuni casi, come San Salvo e Palmoli, la chiusura va dalle 22 alle 5 del mattino successivo. In altri, come Gissi e San Buono, la sospensione idrica dura dalle 16 alle 5.30 del giorno successivo. A Vasto le saracinesche si chiudono alle 15, sia nel centro storico che in periferia, nella zona portuale e alla Marina. Un’emergenza nell’emergenza.
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