Contagi, continua la discesa Test a raffica nelle zone rosse

2 Aprile 2020

In un giorno solo 35 casi positivi. Marsilio: «Questo ci fa sperare sulle misure adottate» I nuovi decessi sono otto. I dodici paesi a rischio saranno super blindati fino al 10 aprile

PESCARA. Ieri i casi di Covid-19 sono stati 35, meno dei giorni precedenti quando sono scesi al di sotto di quota 60. «Questo ci fa sperare che le misure adottate funzionano e le strutture possono reggere l’urto», commenta il governatore Marco Marsilio. I casi complessivi, nelle quattro province, diventano 1.436. Sempre ieri ci sono stati 8 decessi per un totale dall’inizio dell’emergenza di 123 morti. Nel complesso si assiste ad una frenata dei numeri anche se bisogna mantenere la guardia alta, per questo motivo la zona rossa dell’area Vestina e Val Fino sarà prorogata oggi fino al 10 aprile, la stessa data prevista per Villa Caldari di Ortona. E proprio in Val fino sono partiti i tanto attesi test a tappeto sulla popolazione.
NUOVI CASI. Per il terzo giorno consecutivo, i numeri spingono tutti verso un cauto ottimismo. Trentacinque, ieri, i nuovi casi emersi dai test eseguiti nel laboratorio della Asl di Pescara, anche attraverso l'Istituto Zooprofilattico di Teramo. Martedì erano stati 56 e lunedì 50. Cifre di gran lunga inferiori rispetto ai 160 di domenica. Dei nuovi casi, sei fanno riferimento alla Asl Avezzano Sulmona L'Aquila, undici alla Asl Lanciano Vasto Chieti, nove alla Asl di Pescara e nove alla Asl di Teramo.
VITTIME. Cresce ancora, seppur meno bruscamente, il numero delle vittime, che salgono a quota 123. Otto i decessi registrati nelle ultime ore: un 80enne di Cermignano, una 99enne e un 93enne di Pescara, una 92enne di Cappelle sul Tavo, una 78enne di Vasto, una 82enne di Avezzano, un 90enne di Rocca San Giovanni e un 74enne di cui non è stata resa nota la residenza.
GUARITI. Aumentano le persone che hanno risolto i problemi legati al Covid: 91 i pazienti clinicamente guariti, cioè senza più sintomi, ma in attesa dei test finale di controllo; 11 quelli guariti ufficialmente, risultati negativi a due tamponi consecutivi. Per un totale che sale complessivamente a 102. I pazienti ricoverati negli ospedali sono invece 413. Di questi, 71 sono più gravi e sono in rianimazione, gli altri sono in terapia non intensiva. Ci sono, poi, 798 persone in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl. La Regione sta infatti lavorando sul trattamento domiciliare precoce, così da evitare che gli ospedali vadano in tilt. Dall'inizio dell'emergenza coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 9.610 tamponi.
TEST A TAPPETO. Centinaia i test eseguiti in un solo giorno a Castiglione Messer Raimondo, il paese più colpito d'Abruzzo, uno di quelli inseriti in zona rossa. I tamponi a tappeto erano stati chiesti a gran voce dal sindaco, Vincenzo D'Ercole, e ieri la Asl di Teramo ha iniziato le attività. Il primo cittadino ha sottolineato che il 2,6% della popolazione di Castiglione è positivo al coronavirus. Un dato che, però, si basa su meno di 300 tamponi effettuati dall'inizio dell'emergenza a ieri. Le percentuali, come avvenuto nel caso di Vo' Euganeo, potrebbero quindi crescere man mano che aumenta il numero delle persone sottoposte a test. In una postazione fissa appositamente allestita, sono state così sottoposte a test oltre 300 persone, non solo di Castiglione, ma anche di Montefino e Castilenti. Si tratta di soggetti che, per questioni di lavoro, sono maggiormente esposti a rischi. Tanti i tamponi effettuati anche a domicilio, da due ambulanze, su tutte quelle persone che presentano sintomi o che sono in quarantena dopo essere entrate a contatto con casi positivi. Le attività proseguono anche oggi.
ZONA ROSSA. Proprio per contrastare la diffusione del contagio, il governatore Marsilio ieri sera ha prorogato la zona rossa nell'area Vestina e in Val Fino. Come a Villa Caldari di Ortona, dunque, le maggiori restrizioni andranno avanti fino al 10 aprile anche a Castiglione, Castilenti, Montefino, Bisenti, Arsita, Elice, Penne, Montebello di Bertona, Civitella Casanova, Farindola e Picciano. L'obiettivo, come ha sottolineato il presidente di Regione, è quello di «riaccordare i termini di scadenza» tra le diverse aree individuate.
CON L'ACQUA ALLA GOLA. Sul fronte del materiale sanitario difficile da reperire, il governatore sottolinea che «siamo stati per una settimana con l’acqua alla gola, ma poi per fortuna anche grazie ad alcune donazioni siamo riusciti a gestire l’emergenza». Marsilio elogia anche il lavoro del commissario Domenico Arcuri, che «in una settimana è riuscito a semplificare gli approvvigionamenti. Sono rimasto scioccato», aggiunge il presidente, «nel constatare che una grande potenza industriale come l’Italia, ma anche gli altri grandi Paesi europei, fossero sprovvisti di mascherine. Questo deve interrogare il Governo sulla necessità di avere un’industria strategica per l’approvvigionamento di materiale sanitario». Il governatore illustra poi il materiale arrivato in Abruzzo fino ad oggi: 1.100 tute di protezione, 20 termometri, 1.100 tamponi, 6 ventilatori polmonari, 500 occhiali protettivi, 300 monitor sanitari, 224mila mascherine monovelo, 6.210 mascherine ffpp3, 126mila mascherine fpp2, 390mila mascherine chirurgiche, 150mila guanti in lattice, 300 camici chirurgici, 400 calzari. «Ci siamo guardati anche in giro per reperire materiale», aggiunge, ricordando come sia nato proprio così il rapporto con diverse aziende, tra cui la Fater di Pescara, che «ha iniziato lunedì scorso la produzione e nella prima settimana prevede di realizzare 250mila mascherine che verranno regalate alla Regione Abruzzo».
VOLO ANNULLATO. Annullato, invece, il volo che sarebbe dovuto arrivare dalla Russia, con a bordo 700mila mascherine. «Stiamo verificando l’esistenza stessa di questo carico che riguarda anche le regioni Lazio ed Emilia Romagna. Le spese totali per cui si è richiesta autorizzazione alla Protezione Civile ammontano a 24,5 milioni di euro», dice il governatore.
NIENTE PRESSIONI. Marsilio torna infine sulle pressioni che arrivano alla politica dai territori: «I nostri sanitari di tutto hanno bisogno in questi giorni tranne che di essere delegittimati. Tutte le scelte che sono state prese sono state adottate in base a scelte mediche. Io non ho mai messo becco in queste vicende e pretendo che nessuno lo faccia».
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