Contagi da record: l’area metropolitana resta la più colpita

4 Marzo 2021

In regione 573 casi: è uno dei dati più alti degli ultimi mesi Tre su quattro riguardano le province di Chieti e Pescara

Sono ancora una volta pesantissimi gli ultimi numeri dell’emergenza coronavirus in Abruzzo. A guardare i dati sui contagi più recenti, sembra che il lieve calo registrato tra lunedì e martedì sia dovuto non tanto ad un trend in miglioramento, quanto al minor numero di tamponi. Tornano infatti a salire infatti i nuovi casi, che sono ben 573, uno dei valori più alti degli ultimi mesi. Tre nuovi casi su quattro riguardano le province di Pescara e Chieti, dove la variante inglese corre più veloce che mai. Il dato conferma ciò che gli esperti hanno detto nei giorni scorsi: la zona rossa non sta funzionando. Prosegue, poi, il graduale aumento dei ricoveri. E ci sono altri undici morti.
ANCORA VITTIME
Il bilancio delle vittime sale a 1.731. Solo nell’ultima settimana i decessi sono 69. Degli undici segnalati nel bollettino ufficiale, due fanno riferimento ai giorni scorsi, ma sono stati comunicati solo ieri dalle Asl competenti. Riguardano persone di età compresa tra 57 e 87 anni: sette in provincia di Chieti, tre in provincia di Teramo e una in provincia di Pescara.
Le nove vittime più recenti sono una 57enne di Teramo, un 64enne di Miglianico, un 76enne di Canosa Sannita, un 77enne di Guardiagrele, una 79enne di Chieti, una 83enne di Castellalto, un 85enne e una 86enne di Chieti, un 87enne di Montesilvano. Il 76enne di Canosa Sannita è Carmelo Grasso, volto noto della televisione e della comunicazione abruzzese: ha collaborato a lungo con Rete8 e ha ideato numerose produzioni di successo.
NUOVI CASI
I 573 nuovi casi accertati nelle ultime ore sono emersi dall'analisi di 6.377 tamponi molecolari. È risultato positivo l'8,99% dei campioni. Eseguiti anche 2.207 test antigenici. Dei nuovi positivi, il più giovane è un bambino di appena quattro mesi della provincia di Pescara, il più anziano un 93enne del Chietino. Quelli con meno di 19 anni sono 94: undici in provincia dell'Aquila, 33 in provincia di Pescara, 32 in provincia di Chieti e 18 in provincia di Teramo.
LE LOCALITÀ
La località con più nuovi casi è Pescara (93), seguita da Chieti (39), Montesilvano (38) e Teramo (21). Poi ci sono Città Sant'Angelo (18), Francavilla al Mare (18), Lanciano (14), Giulianova (12), Guardiagrele (12), L'Aquila (12), Roseto degli Abruzzi (12), Ateleta (10), Lettomanoppello (10), Montazzoli (10) e San Salvo (10). A livello territoriale, a registrare l'incremento più consistente è la provincia di Pescara (+241), seguita da quella di Chieti (+191). Numeri più bassi per l'Aquilano (+68) e per il Teramano (+76).
EMERGENZA PESCARA-CHIETI
Più del 75% dei nuovi casi, cioè tre contagi su quattro, riguarda, dunque, l'area Pescara-Chieti.
I dati nelle due province restano pesantissimi nonostante le due settimane di zona rossa che hanno interessato gli interi territori provinciali fino a domenica; da quel giorno le maggiori restrizioni sono in vigore per 14 Comuni del Pescarese e nove del Chietino. Nell'area metropolitana dilaga la variante inglese, responsabile del 70% dei contagi. I numeri, hanno sottolineato più volte gli esperti della task force regionale, dimostrano che la zona rossa - che sia per la rapida circolazione della variante o per il mancato rispetto delle restrizioni - non sta funzionando.
RICOVERI
Resta fortissima la pressione sugli ospedali. Nonostante i tanti guariti (573), rimangono alti i numeri sui ricoveri. Sono 720 in tutto i pazienti ospedalizzati: 638 persone (+4) sono in terapia non intensiva e 82 (-3, al netto di decessi, dimissioni e otto nuovi ricoveri) sono in terapia intensiva. Al momento il tasso di occupazione dei posti letto di terapia intensiva è pari al 40%, a fronte di una soglia di allarme del 30%, mentre quello relativo all'area medica è del 43% (valore limite 40%). Gli altri 12.320 positivi (-16) sono in isolamento domiciliare.