Contagi, il numero cresce I laboratori raddoppiano

14 Marzo 2020

Scattano le maxi misure per blindare la regione ed evitare il picco annunciato

PESCARA. Nuovi casi di contagi da coronavirus in Abruzzo. Il numero totale sale a quota 89, ma e si attendono i risultati di tantissimi test in corso. Il laboratorio di Pescara che si occupa di analizzare i tamponi a livello regionale è andato in sovraccarico.
Ma nella tarda serata di ieri è arrivata la notizia che tutti attendevano: l’Istituto zooprofilattico di Teramo è stato autorizzato a eseguire i test. I laboratori raddoppiano: è una delle misure per evitare il picco previsto dall’Iss (Istituto superiore della Sanità). L’altra è il blocco dei ricoveri programmati per altre malattie.
AREE A RISCHIO. Le zone in cui si registrano maggiori criticità restano le aree di Penne, Città Sant’Angelo, Ortona e la Val Fino. Il governatore Marco Marsilio per queste zone ha già chiesto da 48 ore restrizioni più rigide, simili a quelle adottate a Codogno, e ieri, in tal senso, ha ottenuto l’appoggio dell’Anci (Associazione nazionale dei comuni italiani) regionale.
NUOVI CASI. Riguardano un uomo di 66 anni e due donne di 71 e 81 anni, nel Chietino, una 74enne di Silvi e un 69enne di Avezzano. Del totale dei pazienti abruzzesi, 42 sono ricoverati in ospedale e non sono in terapia intensiva. Quattordici invece sono in rianimazione. Tra questi anche diverse persone giovani, le cui condizioni sono giudicate gravi. Tutti gli altri sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl. Dei casi positivi, nove si riferiscono alla Asl Avezzano Sulmona L’Aquila, 23 alla Asl Lanciano Vasto Chieti, 48 alla Asl di Pescara e nove alla Asl di Teramo. Da Pescara all’Aquila, da Montesilvano a Francavilla, da Ortona a Silvi e Loreto Aprutino, dove si registrano i primi due casi, la mappa del Covid-19 in Abruzzo si allarga ogni giorno di più.
I DUE LABORATORI. Si avvicina a quota mille il numero dei test per la ricerca del Covid-19 eseguiti in tutta la regione. Troppi sono ancora in corso. Il laboratorio dell’ospedale di Pescara, individuato come centro di riferimento regionale per l’emergenza, è in affanno per il troppo lavoro. Ogni sessione in cui vengono analizzati i tamponi, infatti, richiede diverse ore e i campioni, col passare dei giorni e l’aumentare dei casi sospetti, si sono accumulati. Centinaia (un’ottantina solo da Teramo), di conseguenza, i test in coda, che sono in costante aumento e in alcuni casi superiori a quelli che gli operatori riescono a eseguire. Nell’ottica di velocizzare le operazioni, da lunedì in laboratorio entreranno in servizio anche nuovi tecnici. Ma in supporto della struttura pescarese arriverà presto lo Zooprofilattico di Teramo, che si è messo a disposizione per effettuare le analisi. Ieri sera è stato autorizzato dal ministero e questo permetterà di sbloccare una situazione che si faceva preoccupante.
POSTI LETTO. Continua il lavoro da parte delle quattro Asl finalizzato ad aumentare il numero di posti letto in terapia intensiva e, più in generale, per ricoverare i pazienti affetti da Covid-19. Dopo la sofferenza registrata giovedì, l’ospedale di Pescara, ad esempio, tra trasferimenti a Penne e recupero di locali, è riuscito ad allestire altri posti. Ma da ieri c’è anche l’ordinanza che blocca i ricoveri programmati, liberando altri letti (vedere servizio nella pagina accanto).
L’APPELLO. Altra emergenza è quella relativa ai dispositivi di protezione e alle mascherine. Tanto che Marsilio e l’assessore alla Salute, Nicoletta Verì, ieri mattina hanno lanciato un appello ad aziende, privati e laboratori. E non sono mancate immediate risposte, con donazioni in favore degli ospedali.
ZONA ROSSA. Preoccupano le situazioni che si sono create a Penne, dove si registrano più di venti contagi, a Città Sant’Angelo, a Ortona e nella Val Fino. Marsilio ha chiesto maggiori restrizioni. Raccoglie e rilancia la richiesta l’Anci Abruzzo, che segnala le situazioni in questione all’associazione nazionale: «Chiediamo più limitazioni per bloccare la diffusione sul territorio regionale», dice il presidente, Gianguido D’Alberto.
PAZIENTI POSITIVI. Molto critica è la situazione che si è creata all’ospedale di Lanciano, dove una paziente ricoverata in Ortopedia per una frattura è risultata positiva al virus. Sottoposti a tampone altri dieci degenti, per tre di loro è stata accertata la positività. Per il personale sanitario del reparto, fa sapere la Asl di Chieti, «l’azienda porrà in essere tutte le misure necessarie». Il manager dell’azienda sanitaria, Thomas Schael, ha disposto l’acquisto di apparecchiature che permettano l'esecuzione del test sugli operatori sanitari e che sono in gradi di dare una risposta, seppure non certificata, in tempi rapidissimi.
FARMACO SPERIMENTALE. Sui pazienti abruzzesi più gravi è in corso la sperimentazione del Tocilizumab, farmaco per l’artrite reumatoide che sta dando buoni risultati sui soggetti affetti da Covid-19. Ad esempio, a Pescara e Penne, spiega il direttore delle Malattie infettive, Giustino Parruti, ospite ieri sera di Rete 8 per rispondere alle domande dei cittadini, «lo abbiamo somministrato a tutti i pazienti intubati e vedremo i primi risultati nel giro di 48 ore. A Chieti, inoltre, inizierà a breve la somministrazione di un altro farmaco sperimentale, l'antivirale Remdesivir».
GIORNI CRITICI. Massima attenzione a tutti coloro che sono rientrati dal nord Italia, nel cosiddetto esodo che si è registrato sabato e domenica scorsi, dopo le voci circolate sulla limitazione degli spostamenti poi disposte dal governo. Considerati tempi di incubazione della malattia, le persone in questione, che dovrebbero essere in quarantena obbligatoria in base all’apposita ordinanza della Regione Abruzzo, in questi giorni, nel caso in cui abbiano contratto il virus, potrebbero manifestare i primi sintomi.
PRIMO PAZIENTE DA FUORI. Nell’ambito del piano nazionale finalizzato a liberare posti negli ospedali del Nord che sono al limite a causa dell’emergenza, è stato trasferito al San Salvatore dell’Aquila, con un elicottero dell’Aeronautica Militare, un paziente, non affetto da Covid-19, arrivato da Pavia.
Si tratta del primo caso in Abruzzo.
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