Contagi in aumento a Pescara «Sì a un’altra sede per i vaccini»

Asl e Comune alla ricerca di un edificio che consenta di accelerare la campagna di prevenzione E nell’unità di Microbiologia doppi turni del personale per analizzare duemila tamponi al giorno
PESCARA. Dopo Porta Nuova sarà aperta un’altra sede per tamponi e vaccini a Pescara. Sarà scelta una struttura comunale sul territorio. Oggi i sopralluoghi di Asl e Comune in un edificio prescelto di cui non si conosce ancora la collocazione. Ma non si esclude la riapertura del Pala Dean Martin a Montesilvano.
Dopo l’appello ai cittadini del sindaco Carlo Masci ad avere prudenza, a non frequentare i luoghi affollati e a restare a casa il più possibile nei giorni delle festività e con il numero dei contagi galoppanti (ieri a Pescara i casi registrati erano 106, 258 in provincia con una incidenza settimanale dei contagi a quota 404, ovvero quattro persone su mille hanno contratto il virus negli ultimi sette giorni), la corsa alla vaccinazione e ai tamponi che produce file inarrestabili davanti agli hub e agli ingressi delle farmacie, Asl e Comune corrono ai ripari. Bisogna fare presto.
Bisogna immunizzare quante più persone possibili perché la situazione pandemica sta evolvendo in peggio, tra temperature più rigide e comportamenti scorretti, anche tra i vaccinati.
A Pescara, nella sola giornata di lunedì, «sono stati eseguiti 1.070 tamponi» rivela il vice sindaco Gianni Santilli che oggi si occuperà del sopralluogo con il responsabile della campagna vaccinale Rossano Di Luzio, «la situazione è tale che c’è necessità di aprire un’altra struttura, oltre a quelle già operative sul territorio, per effettuare le vaccinazioni o gli screening test. O entrambe le profilassi in una sola sede. Il nostro obiettivo è scegliere un fabbricato che sia comunale» anche per evitare ulteriori spese alla comunità.
Santilli esorta, inoltre, i medici di famiglia «a eseguire i tamponi» (che normalmente fanno solo in casi particolari come visite a domicilio o conclusioni di quarantena ndr) per alleggerire il carico di lavoro all’azienda sanitaria, in questo momento storico molto sotto pressione nei reparti ospedaliera di degenza ordinaria. Meno nelle Terapie intensive, ma con numeri in crescendo.
Una mole infinita di tamponi molecolari da processare ogni giorno nel dipartimento di Virologia dell’ospedale pescarese. Fino a 2mila, attualmente. Ma «potremmo anche superare i 3mila al giorno in questa fase di sviluppo pandemico» è l’analisi del virologo Paolo Fazii direttore dell’Unità operativa complessa di Microbiologia e virologia dell’ospedale pescarese, «ce la stiamo facendo, ce la faremo» ma non senza pochi sacrifici tra ferie e carenze di personale. Nell’unità operativa sono impegnati, con doppi turni giornalieri, circa 20 organici, tra tecnici di laboratori, laureati e di ruolo, che si occupano di processare tamponi che arrivano dall’esterno (ad esempio, le scuole) oppure dal comparto sanitario interno, reparti o pronto soccorso. Il sabato e la domenica si lavora sulle urgenze.
«Il virus è subdolo», spiega Fazii, «comincia con tosse e raffreddore e colpisce i polmoni». Per individuare il virus non basta il test antigenico, è necessario il test molecolare rinofaringeo, servizio che la Asl intende potenziare anche con la nuova struttura in arrivo che affiancherà la profilassi quotidiana negli ambulatori dello stadio Adriatico-Cornacchia e nella palestra della media Foscolo. Solo le due strutture producono giornalmente oltre 500 tamponi. Sulla questione, posta in essere dai medici di base, dei ritardi sull’effettuazione dei due test, la Asl replica che «si lavorerà per migliorare». Silvio Basile, responsabile del Sindacato dei medici di base, suggerisce all’utenza di «rivolgersi al proprio medico curante prima di effettuare un tampone». Un test antigenico positivo «non è detto che sviluppi la malattia», pertanto è sempre meglio conoscere in anticipo le patologie da trattare.
Sul versante vaccinazioni, ieri ne sono state eseguite 900 nel solo hub di Porta Nuova, 3.500 in provincia. La necessità di una nuova sede è stata sottolineata anche da Di Luzio: «La gente è spaventata dai rialzi dei contagi, vuole vaccinarsi anche in vista della scadenza dei Green pass e si accalca davanti ai centri vaccinali. Domani (oggi) ispezioneremo una nuova sede su Pescara» non escludendo la riapertura del Pala Dean a Montesilvano se il sindaco Ottavio De Martinis «ci darà la disponibilità».

