Contagi in aumento tra i ragazzi: le scuole sono a rischio chiusura

L’assessore Santilli lavora con la Asl al piano di emergenza per contenere l’avanzata pandemica E avverte: per ora gli istituti restano aperti, ma da lunedì non è escluso lo stop se il quadro peggiora
PESCARA. Con i contagi in costante aumento, le scuole della città rischiano la chiusura. Comune e Asl hanno alzato l’asticella dell’allerta. Ieri sono stati 400 i tamponi eseguiti sugli studenti dei comprensivi comunali e degli istituti superiori nell’ambulatorio Asl dello stadio Adriatico-Cornacchia, che per i rilevamenti scolastici rimane aperto solo la mattina, dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13. I dati sono raddoppiati rispetto ai giorni scorsi quando la media giornaliera si attestava sui 200-260 test molecolari.
L’assessore comunale all’Istruzione, Gianni Santilli, che ogni giorno effettua il monitoraggio delle scuole comunali «ma sono in contatto anche con gli istituti superiori per vigilare sull’andamento pandemico» annuncia che «per questa settimana le scuole restano aperte» ma invita i cittadini ad avere prudenza. «Da lunedì tutto potrebbe cambiare» avverte l’assessore che con l’azienda sanitaria sta mettendo a punto un piano strategico per affrontare l’emergenza Covid al tempo dell’ondata influenzale in arrivo «tutto dipenderà dai comportamenti assunti dalla popolazione nelle prossime ore e nei prossimi giorni».
Le parole dell’amministratore non lasciano spazio a interpretazioni: «Rispettare i protocolli, mascherina, distanziamento e sanificazione delle mani, è l’imperativo in questa nuova, delicata, fase. Il virus c’è ancora e nessuno può far finta che non sia così», è il monito di Santilli, «l’allerta deve restare massima, tra i cittadini e nelle scuole della città, comprensivi e superiori, dove al momento, non rileviamo ulteriori casi di contagio. Ma, attenzione, rischiamo di richiudere di nuovo, anche se per questa settimana la situazione rimane sotto controllo. Però dobbiamo stare tutti molto attenti».
Asl e Comune stanno premendo sull’acceleratore della prevenzione. Ieri il virologo Paolo Fazii, direttore dell’unità operativa complessa di Microbiologia e Virologia dell’ospedale pescarese, è stato ospite della commissione comunale Ambiente convocata dal presidente Ivo Petrelli («per Natale ci aspettiamo 20-25mila casi al giorno in Italia») per fare il punto sull’emergenza. Nel corso dell’audizione, «Fazii ha rivelato», scrive in una nota Petrelli, «che tra i pazienti in cura, l’85-90% non è vaccinato. Sono bambini da zero a 11 anni, persone con patologie gravi al punto da non poter assumere la dose vaccinale e no vax. Il 10-15% sono pazienti vaccinati over 85 con almeno 5 patologie pregresse come diabete, ipertensione, immunodepressione». Quindi Fazii ha ripetuto che «l’unica arma di contrasto al contagio è il vaccino».
Ieri erano 14 i casi registrati in provincia, 4 a Pescara, secondo il report dell’assessorato regionale alla Sanità, ma il lunedì i numeri sono sempre bassi per via dei pochi test processati. Il picco in provincia si è toccato giovedì con 109 casi in un giorno. I contagi nelle scuole avanzano lentamente e per ogni 2-3 casi riscontrati le classi vanno in isolamento preventivo. E gli studenti fanno lezioni da casa. La didattica viene sospesa per un giorno agli alunni che devono recarsi a fare il test allo stadio. I dirigenti scolastici, preoccupati, stanchi e piuttosto abbottonati sulle comunicazioni riguardanti l’andamento pandemico, controllano maniacalmente che i protocolli di sicurezza vengano rispettati con regolarità tra gli studenti e il personale scolastico.

