Contagi in calo e meno ricoveri Ma l’esperto avverte: prudenza

24 Marzo 2021

Sono 188 i nuovi casi, timori per L’Aquila e provincia. Altri 18 morti, molti nei giorni scorsi Il virologo Fazii: «Ci sono miglioramenti, ma attenti alle feste. Il freddo alleato del virus»

PESCARA. «Siamo su una sorta di plateau, a cui dovrebbe far seguito la discesa vera e propria. Ma fa ancora freddo e il freddo è un alleato di questo virus. Quindi serve ancora molta attenzione, soprattutto durante le festività di Pasqua. La circolazione del virus resta sostenuta e il rischio che i contagi tornino a salire è dietro l’angolo». Così il virologo Paolo Fazii analizza l’attuale situazione abruzzese. I nuovi casi sono 188, dato in linea con quello di lunedì. Si registra una lieve riduzione dei ricoveri, che comunque sono ancora a livelli altissimi. E ci sono altri 18 morti.
ALTRI MORTI. Il bilancio delle vittime sale rapidamente e arriva a quota 2.041. Sono 117 solo nell’ultima settimana. I 18 decessi segnalati nel bollettino della Regione, 13 dei quali relativi ai giorni scorsi, ma comunicati solo ieri dalle Asl, riguardano persone di età compresa tra 41 e 102 anni: quattro in provincia di Chieti e 14 in provincia di Pescara. Le cinque vittime più recenti sono un 54enne di Cappelle sul Tavo, una 74enne di Spoltore, una 84enne di Bussi sul Tirino, una 95enne di Orsogna e una donna di 102 anni di Altino.
NUOVI CASI. I 188 nuovi casi sono emersi dall’analisi di 3.837 tamponi molecolari: è risultato positivo il 4,9% dei campioni analizzati. Nelle ultime ore sono stati eseguiti anche 1.685 test antigenici. Dei nuovi positivi, la più giovane è una bimba di un anno della provincia dell’Aquila e il più anziano è un 88enne del Pescarese. Quelli con meno di 19 anni sono 30: sei in provincia dell'Aquila, 6 in provincia di Pescara, 8 in provincia di Chieti e 10 in provincia di Teramo.
LE LOCALITÀ. La località con più nuovi casi è L’Aquila (36). Poi ci sono Pescara (19) e Teramo (18). A livello provinciale, l’incremento più consistente si registra proprio nell’Aquilano con 64 contagi recenti. Seguono il Chietino (44), il Teramano (41) e il Pescarese (39). L’incidenza settimanale dei casi su 100mila abitanti in Abruzzo continua a scendere e arriva a circa 170, rispetto a una soglia di allarme fissata a 250. Se, in linea di massima, tutte le province mostrano segnali di miglioramento, l’Aquilano è in controtendenza e supera quota 205, dato peggiore registrato negli ultimi mesi.
RICOVERI. Si registra un lieve calo dei ricoveri, ma potrebbe essere solo una fluttuazione più che una discesa strutturata. «Per vedere una riduzione dei ricoveri e dei decessi», sottolinea il virologo Fazii, direttore del laboratorio dell’Asl di Pescara, «bisogna attendere ancora. I ricoveri e i decessi, infatti, riguardano contagi avvenuti anche due settimane fa». Al momento in ospedale ci sono 744 persone: 657 (-13 rispetto a lunedì) sono in area medica e 87 (-2, al netto di decessi, dimissioni e due nuovi accessi) sono in rianimazione. Il tasso di occupazione dei posti letto al momento è al 40% per le terapie intensive e al 44% per l’area non critica. Entrambi i parametri restano al di sopra delle soglie di allarme, rispettivamente del 30 e del 40%.
DISCESA. «È presto per parlare di discesa», sottolinea Fazii, «siamo in una fase di plateau, a cui dovrebbe seguire la discesa, probabilmente dopo Pasqua. Un primo miglioramento, però, c’è. Il fondo del tunnel si incomincia a vedere. Il problema è che fa ancora freddo e il freddo è un alleato del virus. Dobbiamo resistere fino a metà maggio, quando la situazione, come abbiamo già sperimentato lo scorso anno, migliorerà. Certo è che questa volta serviranno comportamenti corretti anche d’estate. Non dovrà essere un liberi tutti».
ATTENZIONE A PASQUA. Comportamenti corretti che, secondo l’esperto, sono ancora più importanti durante le imminenti festività di Pasqua. «La circolazione del virus è ancora sostenuta e fa freddo. Se ci si comporta male, il rischio che i contagi tornino ad aumentare è dietro l’angolo. Dipende solo da noi. La zona rossa imposta dal governo dovrebbe aiutare, ma è fondamentale che venga rispettata. Non dimentichiamo che i vaccini evitano la malattia grave, ma non il contagio: non mancano casi di persone vaccinate che risultano positive e, seppur asintomatiche, sono contagiose. Dobbiamo tutti continuare a rispettare le misure di prevenzione», ribadisce Paolo Fazii.