Contagi in calo, riaprono gli asili e le scuole

Ieri solo due positivi in città: da mercoledì stop alle lezioni da casa per gli alunni fino alla prima media
PESCARA. Sono appena due i positivi accertati ieri a Pescara. Dieci in totale i nuovi contagi in provincia. Dopo due mesi nei quali la città è stata investita violentemente dalla terza ondata, il trend dei contagi sembra aver consolidato la sua discesa. Negli ultimi giorni i numeri accertati in città sono a una cifra sola. Ben lontani dai record registrati in alcune giornate di febbraio e di marzo, con la curva dei positivi schizzata in alto, alimentata dalla variante inglese, più contagiosa del 70% e responsabile di oltre l’80% dei casi.
Analizzando i numeri dei residenti contagiati dal Covid dal primo febbraio, saltano all’occhio giornate nere come quella del 4 febbraio dove sono stati verificati 115 casi e appena due giorni dopo i positivi accertati sono stati 113. Altre punte a tre cifre risalgono al 13 febbraio con 127 casi e al 15 con 105, ma il picco più alto risale al 25 febbraio con ben 143 casi. A partire dalla seconda metà di marzo, la curva ha cominciato la sua discesa. «Quando a febbraio è scoppiata la variante inglese, è entrata a Pescara, prima città in Italia, in maniera violenta», ricorda il sindaco Carlo Masci. «Abbiamo dovuto prendere provvedimenti che si imponevano in una condizione di gravissima crisi. Ora quella situazione è rientrata grazie alle scelte che abbiamo fatto e quindi possiamo dirigerci verso un graduale ritorno alla normalità».
Nell’ultima settimana, da venerdì 26 marzo a ieri, il totale dei casi in città è stato di 70. Più dell’80% in meno dei numeri raggiunti nella settimana da venerdì 26 febbraio a giovedì 4 marzo, dove il complessivo è stato di 420 casi. Sei volte in più dei dati di oggi. E infatti l’incidenza settimanale di Pescara città, ovvero il numero dei nuovi positivi su 100mila abitanti, nei 7 giorni tra fine febbraio e inizio di marzo era sopra 400, ora invece si aggira attorno a 58, molto al di sotto della soglia di allarme di 250.
Con un quadro più rassicurante, pur mantenendo l’attenzione massima al rispetto delle regole, e restando in zona arancione, come stabilito nell’ultimo decreto che entrerà in vigore dal 7 aprile fino al 30, la città comincia a respirare un’aria di normalità. Dopo due mesi esatti di lezioni da casa per tutte le scuole di Pescara, per le quali è stata disposta la sospensione delle attività in presenza lo scorso 8 febbraio, mercoledì 7 si torna in aula. Le regole sono dettate proprio dal decreto legge firmato dal premier Mario Draghi, che stabilisce il ritorno in presenza per le scuole dell’infanzia, primarie e fino alla prima media. Disposizione che a differenza del passato non può essere derogata da provvedimenti regionali o comunali. Con la regione in arancione, tornano in classe anche le seconde e le terze medie, mentre per le superiori scatta il rientro tra i banchi in forme flessibili tra il 50 e il 75%.

