Contagi in risalita: 178 in 15 giorni I medici di base: dateci test rapidi

Ieri altri 18 casi, la metà dei quali a Montesilvano. Lunedì il Sindacato medici incontra l’assessore Verì «Troppo lunghi i tempi dei responsi dei tamponi, occorrono gli antigenici e i salivari per evitare file»
PESCARA. Non si arresta il numero dei contagi da coronavirus tra Pescara e provincia. Nelle ultime due settimane, secondo le stime dell'assessorato regionale alla Sanità, sono stati registrati 178 casi nel Pescarese. Gli ultimi 18 positivi sono stati registrati ieri, di cui 9 a Montesilvano, due a Pescara e altri due a Bussi sul Tirino: in quattro hanno meno di 19 anni. Dal 25 settembre (11 i casi registrati quel giorno), i contagi non si sono mai arrestati, con numeri quasi sempre a due cifre e picchi di 22 positivi il 2 ottobre e di altri 20 il 27 settembre. I numeri più bassi sono stati conteggiati il 28 settembre (3), il primo e il 5 ottobre (4 casi in entrambi i giorni).
ANTIGENICI E SALIVARI La rete dei medici di base è preoccupata dell'andamento del fenomeno in ascesa proprio in corrispondenza della stagione influenzale in arrivo. Un mix che rischierebbe di mandare in affanno il sistema sanitario, tra vaccini e tamponi.
Così i medici di famiglia corrono ai ripari e lanciano l'allarme: non bastano i tradizionali tamponi, troppo lunghi i tempi dei responsi. Occorrono test rapidi come gli antigenici e i salivari, che danno risultati sulla positività tra i 5 e i 20 minuti, che i pazienti potrebbero prenotare ed effettuare gratuitamente nei laboratori medici.
L’INCONTRO DI LUNEDÌ Test che attualmente non sono nella disponibilità dei medici di base, ma che lo Smi, Sindacato dei medici italiani, guidato da Silvio Basile, intende chiedere alla Regione nel corso di un incontro con l'assessore alla Sanità Nicoletta Verì in programma per lunedì pomeriggio.
«Potremmo effettuare nei nostri studi due tipi di test», spiega il referente di un centinaio di professionisti e 1500 assistiti nel distretto di Scafa, «l'antigenico che consiste in un tampone nasale e non orofaringeo, che fornisce risposte in 20 minuti. L’altro test è quello salivare, per tutte le fasce di età compresi i bambini, che dà risposte in 5 minuti. I risultati verrebbero comunicati ai pazienti con un messaggino telefonico nell'arco di pochi minuti, onde evitare assembramenti nei nostri studi. Chiederemo alla Regione di attivarsi con i canali ministeriali per l'approvvigionamento di questi test che hanno sì meno attendibilità rispetto ai tradizionali tamponi, ma sono molto più rapidi».
ITER DI 5 GIORNI «Attualmente», prosegue il presidente Smi, «dobbiamo richiedere i tamponi all'unità di Igiene ed Epidemiologia della Asl di Pescara, fare gli esami e poi attendere i risultati, un iter che richiede almeno cinque giorni».
Un tempo che può essere infinito per chi sta male. Invece, «i test rapidi potrebbero decongestionare le strutture sanitarie dove si fanno i tamponi e dove talvolta si creano file e assembramenti, dall'ospedale di Pescara ai distretti di Cepagatti e Montesilvano e a breve inizieremo anche a Scafa».
FILE PER I TAMPONI Code per i tamponi e altrettanti per i vaccini antinfluenzali. I rifornimenti (la prima scorta è di quasi 34mila dosi) stanno arrivando ai medici di base alle prese con numerose prenotazioni, «il trenta per cento in più rispetto allo scorso anno», da parte di utenti over 65 e molti giovani.
PALASPORT E PALESTRE «Stiamo scaglionando gli accessi per diluire le file, per questa ragione all'assessore chiederemo anche la disponibilità di palazzetti dello sport e palestre», annuncia Basile che inoltre anticipa: «Dalla prossima settimana, potremmo ricevere anche il pneumococcico per vaccinare chi ha dai 60 ai 64 anni».
I vaccini sono gratuiti anche per questa fascia di età, come stabilito dal ministero della Salute per la campagna vaccinale 2020-2021 che andrà avanti fino all'inizio del prossimo anno.
STUDI MEDICI SICURI Ma che si intreccerà con i numeri dell'emergenza Covid che segna ogni giorno la crescita preoccupante dei contagi. Si possono vaccinare anche le donne in gravidanza, gli allergici e gli asmatici.
Più sicurezza, rispetto alla passata stagione emergenziale, negli studi dei medici di famiglia attrezzati con tutti i dispositivi, mascherine, occhiali, camici, per ricevere i pazienti.
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