Contagi, la discesa accelera: meno 5mila casi in 7 giorni

Comincia così a diminuire anche il numero degli abruzzesi attualmente positivi Ma ci sono altre dieci vittime, ancora in crescita i ricoveri nei reparti ordinari
La discesa dei contagi accelera: in una settimana oltre 5mila casi in meno. Ma i ricoveri crescono ancora, così come le vittime. Mentre studenti e over 50 spingono la campagna vaccinale.
1.080 NUOVI CASI
Sono 1.080 i nuovi positivi segnalati dal bollettino regionale di ieri. Sono stati scovati grazie a 2.630 test molecolari e 8.176 antigenici rapidi: il tasso di positività dei tamponi è stato quindi del 9,99%, in linea con gli ultimi giorni. Il più giovane dei nuovi positivi è un bimbo di 3 mesi del Chietino, la più anziana è una centenaria dell’Aquilano.
Del Chietino è ancora una volta il record giornaliero (335 casi), poi il Pescarese (269), l’Aquilano (257) e il Teramano (169). Tra le città, Pescara è l’unica sopra a cento nuovi casi: 108 per l’esattezza. Seconda L’Aquila con quasi la metà dei casi (55), terza Montesilvano (47). Poi Lanciano (44), Chieti (39), Avezzano (33), Vasto (30), Francavilla al Mare (27), Giulianova, Spoltore, Sulmona e Teramo (22), San Salvo (18), Tortoreto (17), Luco dei Marsi (15), Ortona (14), Alanno e Trasacco (12), San Giovanni Teatino (11), Celano e Città Sant’Angelo (10).
IL CALO DEI POSITIVI
Con il dato di ieri, nell’ultima settimana i nuovi casi di positività in Abruzzo sono stati 16.856, mentre nei sette giorni precedenti 22.053. Il calo è di 5.197 casi e in termini percentuali vale quasi un quarto, precisamente meno 23,56%. Una vera e propria accelerata.
Questo ha permesso al conto degli attualmente positivi di vedere un calo per la prima volta domenica (- 711) e ancora di più ieri (-2163, grazie al record di 3.231 nuovi guariti), riscendendo a 115.833.
CRESCONO I RICOVERI
In controtendenza rispetto al calo vistoso nei contagi, è il numero dei pazienti ricoverati. Anche ieri se ne sono aggiunti 9 nei reparti ordinari, raggiungendo quota 510. Una settimana fa erano 428, cioè 82 di meno. Una crescita repentina, che mostra plasticamente come l’onda della variante Omicron, insieme al colpo di coda della Delta, mettano ancora in difficoltà gli ospedali. Come gli esperti dicono all’unisono, bisogna attendere ancora qualche giorno prima di poter vedere un calo anche nei ricoveri.
Proprio per questo, nei giorni scorsi la Regione ha deciso di aumentare il numero dei posti letto disponibili attivando un’area Covid in una clinica privata. Il numero totale dei posti letto è passato quindi da 1.324 a 1.382. Di conseguenza il tasso di occupazione dei reparti ordinari è sceso dal 38 al 37% nonostante l’aumento dei pazienti.
Nel frattempo, invece, si mostra stabile il numero dei pazienti in terapia intensiva: ieri 34 come il giorno precedente, mentre una settimana fa erano 36.
ALTRE DIECI VITTIME
Cresce ancora anche il tragico conto delle vittime abruzzesi delle complicanze del Covid, che ieri è arrivato a 2.846 dall’inizio della pandemia. Dieci quelle di ieri, 35 quelle dell’ultima settimana.
Le vittime di ieri sono un 64enne di Lanciano, un 65enne di Avezzano, un 73enne di Alba Adriatica e una coetanea dell’Aquila, dove è scomparso anche un 81enne; le altre vittime di ieri sono un 80enne e una 90enne di Chieti, un 85enne di Teramo e una 91enne di Spoltore.
Un altro decesso risale ai giorni scorsi ma è stata conteggiata solo ieri dalla Regione.
LA CORSA AL VACCINO
Sono 6.275 gli abruzzesi non vaccinati che nell’ultima settimana hanno deciso di ricevere la prima dose. Ma oltre la metà di loro sono bambini tra i 5 e gli 11 anni: ben 3.911, ora ne mancano all’appello 51.475. Per loro, il vaccino ora vuol dire anche poter evitare la quarantena e la didattica a distanza in caso di compagni di classe positivi. Lo stesso vale per gli adolescenti: ben 390 gli abruzzesi tra 12 e 19 anni che hanno ricevuto la prima dose negli ultimi sette giorni, ne mancano 12.564.
Tra quelli che più hanno partecipato alla campagna vaccinale ci sono anche i cinquantenni: ben 491 quelli che hanno ricevuto la prima dose negli ultimi sette giorni. Tanti anche i sessantenni, che sono stati invece 365. Per queste due fasce di età dal 15 febbraio scatta anche l’obbligo di mostrare il super Green pass sul posto di lavoro: per ora a non essere in regola sono 28.273 cinquantenni e 13.928 sessantenni.

