Contagi, la mappa dei Comuni Attesa per 700mila mascherine

L’aereo deve ancora decollare da Mosca. Decessi e casi positivi per un giorno rallentano
PESCARA. Lieve calo dei casi di coronavirus in Abruzzo: dopo il dato record dei 133 emersi giovedì, dalle analisi di laboratorio eseguite ieri è stata accertata la positività al Covid-19 di altri 71 pazienti. Il totale sale così a 1.017 casi. Cinque i nuovi decessi, che portano il bilancio delle vittime a 68. Giorno dopo giorno, si estende la mappa dell'emergenza in Abruzzo: tra le zone più colpite vi sono l'area urbana pescarese e i comuni inseriti in zona rossa. Zona rossa che il governatore Marsilio ingrandisce ulteriormente, con l’obiettivo di frenare la diffusione del contagio. Ora c’è anche Villa Caldari, frazione di Ortona.
MORTI. Sono cinque le nuove vittime, principalmente anziane, in base al bollettino ufficiale della Regione Abruzzo. Si tratta di una 85enne di Ortona, di una 83enne di Montesilvano, di un 75enne di Pescara, di una 80enne di Avezzano e di un 64enne di Penne.
NUOVI CASI. Settantuno i nuovi casi emersi dalle analisi eseguite dal laboratorio di Pescara, centro di riferimento regionale, anche attraverso l’Istituto Zooprofilattico di Teramo. Undici fanno riferimento alla Asl Avezzano Sulmona L’Aquila, 14 alla Asl Lanciano Vasto Chieti, 31 alla Asl di Pescara e 15 alla Asl di Teramo. Dei 1.017 casi positivi complessivi registrati dall’inizio dell’emergenza, 75 si riferiscono alla Asl dell’Aquila, 189 alla Asl di Chieti, 476 a Pescara e 277 a Teramo.
GRAVI. Trecentosessanta i pazienti ricoverati negli ospedali abruzzesi. Aumenta il numero di quelli gravi: 71 le persone intubate e ricoverate in rianimazione. Gli altri sono in terapia non intensiva. I pazienti in isolamento domiciliare, con sorveglianza attiva da parte delle Asl, sono 565. La Asl di Pescara, da sola, conta quasi lo stesso numero di casi di quelli delle altre tre aziende sanitarie messi insieme. A incontrare le maggiori difficoltà è proprio l’ospedale del capoluogo adriatico, dove tutti i posti di rianimazione sono occupati, mentre ne restano pochi disponibili in terapia non intensiva. Attraverso trasferimenti in altri ospedali e dimissioni la struttura sta comunque riuscendo a gestire i tanti pazienti in arrivo.
MAPPA DEL CONTAGIO. La mappa del contagio in Abruzzo si estende sempre di più. Dall’analisi dei dati, emerge che il maggior numero di casi – 165 – si registra a Pescara, seguita da Montesilvano (86). Poi ci sono Teramo, con 46 casi, e Castiglione Messer Raimondo, con 43. Quest’ultimo, inserito in zona rossa, è il centro più colpito d’Abruzzo in proporzione al numero degli abitanti, che sono poco più di duemila; otto i decessi nel giro di pochi giorni. Ci sono poi Città Sant’Angelo con 33 casi, Ortona con 31, Atri con 26, Chieti con 24, Pineto, Lanciano e Loreto Aprutino con 22. I dati comune per comune sono calcolati sulla base della residenza sanitaria, perché considerare la residenza anagrafica o il domicilio comporterebbe un margine di errore più ampio. Sta infatti emergendo che in molti casi la residenza dichiarata è diversa da quella reale e proprio per questo si è deciso di adottare il criterio dal margine di errore minore.
ZONA ROSSA. Alla luce dei nuovi dati, si estende ulteriormente la zona rossa. Le maggiori restrizioni inizialmente interessavano solo la Val Fino ed Elice, poi, mercoledì, sono state estese anche all’area vestina. Ora, con apposita ordinanza del presidente di Regione, si aggiunge anche Villa Caldari, frazione di Ortona. In quell’area, infatti, sono stati accertati numerosi casi di Covid-19. Il primo è stato quello del titolare di un bar, un 58enne morto improvvisamente il 5 marzo scorso e per il quale è stata accertata la positività solo in seguito al decesso. La zona rossa prevede misure più rigide, a partire dal divieto di entrata e di uscita dai confini territoriali individuati nell’ordinanza. Diversi i casi positivi emersi anche nel resto di Ortona e nella vicina Crecchio. La decisione del governatore è motivata dalla relazione della Asl di Chieti che ha suggerito «di procedere con misure mirate più incisive di contenimento locale, anche sulla base dei tassi di prevalenza relativi alla singola contrada di Caldari. Il tasso di incidenza per 100mila abitanti è, per tale località», si legge nel documento dell’azienda sanitaria, «pari a 1.271, ovvero dieci volte superiore al medesimo tasso calcolato sull'intero territorio comunale (122). Tale differenza è ancora maggiore, 22 volte, se consideriamo il confronto tra l’incidenza della località Caldari, 1.271, con quella del resto del comune di Ortona, 57».
TAMPONI. Oltre all’isolamento sociale, una delle armi per contrastare la diffusione del virus è la diagnosi tempestiva. In Abruzzo, dall’inizio dell’emergenza, sono stati eseguiti complessivamente 6.109 test. Ogni giorno se ne fanno sempre di più. Se da giovedì è operativo anche il Laboratorio di genetica molecolare del “Centro studi e tecnologie avanzate” dell’Università d’Annunzio di Chieti-Pescara, l’Istituto Zooprofilattico di Teramo, subentrato una decina di giorni fa per supportare il laboratorio di Pescara, da lunedì aumenterà la propria capacità, arrivando a processare 550 tamponi al giorno, con la possibilità di un ulteriore incremento fino a 650. «Una risposta importante», commenta il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, annunciando la novità, arrivata anche grazie alle sue sollecitazioni. Proprio sul fronte tamponi non mancano le polemiche: alcuni sindaci si stanno organizzando per eseguire autonomamente test a tappeto, con kit rapidi di tipo sierologico, una metodologia, diversa da quella molecolare utilizzata nei laboratori ufficiali, che potrebbe dar origine a risultati errati e a falsi negativi, creando così ancora più confusione. In tal senso, la Regione sembra propensa a imporre uno stop all’utilizzo di tamponi di questo tipo.
TEST AL PERSONALE. Man mano che aumenta la capacità di eseguire i test, vengono valutati i criteri per effettuarli. Tra le priorità c’è sicuramente il personale sanitario, più esposto a rischi. Solo all’ospedale di Teramo, ad esempio, sono risultate positive 40 persone tra medici, infermieri e operatori. Accertamenti in tal senso sono in corso in tutte e quattro le Asl. Le strutture sanitarie, come dimostrano i casi nel Nord Italia, d'altronde sono spesso il punto cruciale dell'emergenza coronavirus. Un problema che potrebbe non risparmiare l’Abruzzo, dove non c’è solo la questione di Teramo: ieri sera è stata sgomberata una casa di riposo di Loreto Aprutino dopo che sono state accertate alcune positività al Covid-19.
AEREO BLOCCATO. C’è poi da sciogliere il nodo dell'aereo proveniente dalla Russia che dovrebbe trasportare in Abruzzo mascherine professionali destinate al personale sanitario. Per qualche motivo il volo, che sarebbe dovuto atterrare a Malpensa già ieri, non è ancora partito. La Regione è al lavoro per sbloccare la situazione e per far arrivare sul territorio ben 700mila mascherine, per un valore di 5 milioni.
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