Contagi: la Regione adotta i maxi divieti

17 Agosto 2020

Mascherine all’aperto e stop alle discoteche: recepita l’ordinanza nazionale Altri 15 casi negli ultimi due giorni. Primario in isolamento lancia l’appello

PESCARA. L’aumento preoccupante del numero dei contagi da Covid-19 non dà alternative: anche l’Abruzzo deve adeguarsi all’ordinanza con i divieti drastici firmata ieri pomeriggio dal ministro della Salute, Roberto Speranza, al termine di un’audioconferenza con i presidenti delle Regioni.
DOVE INDOSSARLA. Invano l’Abruzzo ha chiesto di limitare i divieti. Nessuna deroga. Così da oggi, a partire dalla 18 e fino alle 6 del mattino successivo, sarà obbligatorio indossare le mascherine in tutti i luoghi all’aperto in cui sono possibili gli assembramenti.
Un obbligo che si traduce praticamente con l’uso di mascherina se si passeggia sul lungomare, se si sta in piazza o se si fa lo struscio sul Corso, se si partecipa a eventi con pubblico, come i fuochi d’artificio di domani a Francavilla oppure se si fa la fila fuori dal negozio o semplicemente se si esce da casa perché anche il marciapiede è uno «spazio pubblico ove per le caratteristiche fisiche è più agevole il formarsi di assembramenti di natura spontanea e/o occasionale».
È questa la frase complessa che si legge sull’ordinanza per spiegare un concetto semplice ovvero: obbligo di mascherine all’aperto, escludendo dall’elenco quei pochi luoghi, come un balconcino di casa, dove l’ipotesi di assembramenti è improbabile in partenza.
MA CHI CONTROLLA? La prima domanda che viene da fare è chi controllerà? I Comuni, tenuti a vigilare, hanno un sufficiente numero di vigili urbani per andare a caccia di chi non rispetta l’ordinanza?
Un’ordinanza che, come annunciato prima di Ferragosto, dà anche lo stop ai balli in discoteca, in spiaggia e nei ristoranti all’aperto, anche quelli alla buona, con arrosticini e porchetta, spuntati ovunque in Abruzzo nel weekend ferragostano che si è salvato dai maxi divieti. Ma di fatto l’estate finisce da oggi. Un’estate accompagnata da dati sui nuovi contagi sempre più preoccupanti che in Abruzzo hanno visto 15 nuovi casi, distribuiti in tutte le province, negli ultimi due giorni.
Casi che hanno fatto scattare un indice di contagiosità (Rt) da maglia nera, essendo la nostra regione la seconda peggiore in Italia dopo la Sicilia (leggi l’articolo in basso).
I NUOVI CASI. Nel dettaglio, secondo i dati sul coronavirus diffusi dalla Regione il 15 agosto, in Abruzzo si sono verificati 13 nuovi casi (8 in provincia dell'Aquila, 1 Chieti, 3 Pescara, 1 Teramo), zero decessi, 26 ricoverati (di cui uno in terapia intensiva Pescara), 226 in isolamento domiciliare, 2.834 dimessi/guariti, 252 attualmente positivi e 140.692 test complessivi eseguiti dall’inizio della pandemia. Mentre ieri si è registrato un attenuamento dei contagi con 2 nuovi positivi (in provincia di Pescara), sempre zero decessi e 26 ricoverati (di cui uno in intensiva), 228 in isolamento domiciliare, 2.834 dimessi/guariti da inizio emergenza, 254 attualmente positivi e 140.925 test totali.
L’UNICA NOTIZIA BUONA. Ma l’Abruzzo è anche la regione con zero decessi da esattamente un mese, seppure l’età media dei contagiati sia scesa in modo vertiginoso passando da malati con 80 anni e più a giovanissimi di 18/20 anni, tornati da Malta e Croazia e risultati positivi anche se, per fortuna, in modo asintomatico o con sintomi lievi. Devono però restare in quarantena finché non riceveranno l'esito del tampone e obbligatoriamente segnalare il loro rientro sul portale regionale dedicato o alla Asl di riferimento per l'esecuzione del test, gli abruzzesi rientrati a casa tra il 15 e il 16 di agosto e subito sottoposti a tampone rapito in aeroporto dal personale della Asl.
TORNATI A CASA. Novantatre il numero dei passeggeri atterrati a Ferragosto all’aeroporto d’Abruzzo e solo quarantanove quelli partiti, a fronte degli oltre cento prenotati. Ieri è stata la volta del volo di Girona (Catalogna). La piattaforma su cui deve registrarsi anche chi torna da Grecia e Croazia è alla pagina https://www.regione.abruzzo.it/content/come-segnalare-il-proprio-ingresso-abruzzo.
PRIMARIO IN ISOLAMENTO. Infine un post che ha avuto l’effetto di una scossa su molti abruzzesi. Lo ha scritto ieri un medico in prima linea contro il Covid-19, Franco Marinangeli, primario di Rianimazione all’Aquila. Le sue parole sono uno schiaffo agli ignavi delle regole: «Per chi preferisce credere che tutto sia tornato alla normalità da ieri sono in isolamento fiduciario», rivela il medico, «un Ferragosto da dimenticare in linea con il primo semestre 2020», continua Marinangeli che avverte: «Il virus gira e chiunque pensi il contrario dovrà fare i conti con la realtà. Non è una bella sensazione stare isolati. È la sensazione di chi è agli arresti domiciliari, cioè comunque una limitazione della libertà».
Ed ecco lo schiaffo: «L'espansione di un contagio e quindi l'esplosione di un focolaio sono eventi molto probabili nella situazione attuale, e non sono legati all'inefficienza del sistema sanitario nazionale ma all'inefficienza dei neuroni di alcuni individui che non vogliono capire, che poi probabilmente sono gli stessi che pretendono la guarigione a cura della sanità pubblica». Bravo Marinangeli.