Contagi nel centro di accoglienza Positivi tre ospiti e due operatori

8 Ottobre 2020

A Penne il virus entra nel Lapiss: la questura attiva il servizio di vigilanza attiva h24 fino al 20 ottobre Positivo un anestesista del 118 in servizio al San Massimo e a Pescara. Asintomatico, è in isolamento

PENNE. Tre immigrati ospiti nel centro d’accoglienza del Lapiss, e due operatori della struttura, sono risultati positivi al Covid-19. La questura di Pescara ha attivato il servizio di vigilanza attiva h24 fino al 20 ottobre, sulla struttura d’accoglienza gestita dalla Coop Cogecstre. Il centro d’accoglienza ospita oggi circa 42 immigrati. Gli ultimi 13 sono arrivati a Penne da un paio di settimane, accompagnati da un doppio tampone negativo. Gli esami effettuati nei giorni scorsi, però, hanno riscontrato la positività di tre immigrati dell’ultimo gruppo arrivato e di due operatori pennesi, un uomo e una donna, che lavorano nella struttura d’accoglienza. Non è ancora chiaro da chi sia partito il contagio.
Martedì scorso, intanto, il prefetto Giancarlo Di Vincenzo ha riunito 19 il comitato provinciale sulla sicurezza al quale ha preso parte anche il sindaco di Penne, Mario Semproni.
Intanto, all’ospedale San Massimo proseguono i controlli per verificare la positività dell’anestesista di 59 anni di Pescara che lavora per il 118 della Asl pescarese. Il dottore, che presta servizio sia al Santo Spirito di Pescara che al San Massimo di Penne, martedì è risultato positivo al Covid-19 dopo un primo test tampone. «È in isolamento domiciliare», spiega il direttore sanitario del San Massimo, Lara Costanzi. «Il dottore effettuerà un secondo tampone e poi un terzo nei prossimi giorni per verificare effettivamente il suo stato», chiarisce il neo direttore dell’ospedale. L’anestesista è comunque asintomatico. La speranza è che sia un “falso positivo”. Già due settimane fa una Oss del reparto di Medicina del San Massimo era risultata positiva a un primo tampone, salvo poi risultare negativa ai due test successivi. L’operatrice, che tra l’altro aveva già avuto il Covid-19 a marzo scorso, è stata comunque tenuta in quarantena per precauzione.
«Occorre mantenere la calma e stare attenti. Fare allarmismo può procurare danni irreparabili», ammonisce il segretario regionale Fials, Gabriele Pasqualone. Nella scorsa primavera, nel periodo di massimo contagio, i positivi accertati sul territorio comunale sono stati 141 (126 sono i residenti a Penne), compresi i 14 deceduti. In estate si sono succeduti pochi casi isolati, mentre nelle ultime due settimane i casi sul territorio comunale sembrano avere una tendenza all’aumento. E continua, costante, il lavoro al pronto soccorso del San Massimo per accertare lo stato di tutti gli accessi. Tutte le persone che si recano in pronto soccorso vengono sottoposte a pre triage e tamponate, una media di 50 persone al giorno. Tutte le persone positive o che presentano chiari sintomi da coronavirus vengono dirottate all’ospedale Covid di Pescara. Il reparto Covid di Penne, la Medicina 2, è stato infatti chiuso in attesa, oramai da quasi cinque mesi, di essere riportato alla sua normale operatività.
©RIPRODUZIONE RISERVATA