Contagiati 13mila studenti: il dato che spaventa la scuola

18 Gennaio 2022

Il calcolo parte dal primo gennaio: l’8% dei ragazzi tra i 5 e i 19 anni è positivo L’area metropolitana pescarese è la più colpita, poi Teramo, L’Aquila e Vasto

PESCARA. Tredicimila studenti positivi al virus dall’inizio del nuovo anno. Sono quasi l’8% del totale dei 169mila ragazzi residenti in Abruzzo. Si tratta di 8.224 adolescenti dai 12 ai 19 anni e 4.699 bimbi dai 5 agli 11 anni di età.
Un dato choc, che dà la misura di tutte le difficoltà che si incontrano nelle scuole abruzzesi nel tentare di garantire la sicurezza e il mantenimento della didattica in presenza. Secondo la Cgil, infatti, due terzi delle scuole presenti in Abruzzo sono interessate da diversi casi di positività e nove su dieci sono in difficoltà a causa delle assenze tra il personale.
La più colpita è l’area metropolitana pescarese, subito dopo vengono i capoluoghi di provincia e le città principali: non solo le zone più popolose della regione, ma anche quelle in cui si concentrano il maggior numero di istituti scolastici.
LE CITTÀ PIÙ COLPITE
Quasi un decimo dei 12.923 studenti positivi dall’inizio del nuovo anno si concentra a Pescara, dove i casi tra gli under 19 sono stati 1.173. Ma è tutta l’area metropolitana la più colpita: Montesilvano è infatti al secondo posto in regione con 609 contagi tra i giovanissimi. Vengono poi le città di Teramo (532 casi) e quella dell’Aquila (539).
A seguire il Chietino: Vasto con 475 alunni e studenti contagiati in diciassette giorni, Chieti città con 435 e Lanciano con 395. Poi gli altri centri più grandi, alcuni dei quali rientranti proprio nell’area metropolitana pescarese: Avezzano con 300, Roseto degli Abruzzi con 296, Ortona con 251, Francavilla al Mare con 241, Giulianova con 235, San Salvo con 209, Spoltore con 203, San Giovanni Teatino con 198, Città Sant’Angelo con 172, Sulmona con 169, Silvi con 165, Pineto con 155 e Martinsicuro con 154.
Più di cento tra alunni e studenti contagiati anche a Cepagatti (128), Alba Adriatica e Sant’Egidio alla Vibrata (107), Atessa, Mosciano Sant’Angelo e Tortoreto (105). Nella tabella in alto tutti i casi nei comuni con almeno 13 studenti contagiati).
SONO I MENO PROTETTI
Numeri così alti sono dovuti anche al fatto che in Abruzzo le fasce di età di alunni e studenti sono quelle meno protette dal muro anticorpale del vaccino anti-Covid.
Tra i bimbi tra i 5 e gli 11 anni, per cui la campagna di vaccinazione è partita solo da un mese, è infatti immunizzato solo il 2,26% del totale dei residenti. Il 18,67% dei bimbi ha invece ricevuto la prima dose e attende di poter ricevere anche la seconda.
Tra gli adolescenti dai 12 ai 19 anni, invece, è coperto da almeno due dosi del vaccino il 77,31%, mentre il 12,22% ha potuto già ricevere anche la terza dose “booster”. Si tratta di numeri estremamente bassi se rapportati a quelli di tutte le fasce adulte della popolazione abruzzese.
IL CAOS NELLE SCUOLE
«I due terzi delle scuole hanno fatto rilevare un tasso di assenza degli alunni superiore al normale, mentre il 90% delle istituzioni scolastiche è alle prese con un numero di assenze del personale che supera il livello fisiologico, con conseguenti rilevanti difficoltà nelle sostituzioni e nella chiamata dei supplenti»: così Pino La Fratta, segretario regionale del sindacato Flc - Cgil, fotografa la situazione nelle scuole abruzzesi. Continua: «L’aspetto più critico, per come ci è stato riportato nel tavolo interistituzionale regionale, ci sembra riguardare le difficoltà di tracciamento e di gestione delle positività nelle scuole, che risulta di fatto impraticabile dopo le nuove norme su sorveglianza e quarantena».
Ancora il segretario: «Erano e sono necessari atti affinché la didattica in presenza si svolga nel massimo della sicurezza, in primis garantire il distanziamento nelle classi con organici aggiuntivi». Quindi le richieste avanzate alle autorità regionali: dal rendere pubblici i dati del monitoraggio dei casi nelle scuole agli screening periodici, dalla distribuzione delle mascherine Ffp2 a garanzie sul tracciamento veloce, dal dare impulso alla copertura vaccinale per i bimbi tra i 5 e gli 11 anni agli interventi strutturali, anche tramite il Pnrr.(l.t.)