Contrada Mallo, un’emergenza senza fine

Penne, nessun intervento a due anni dalla frana che ha dissestato l’unica strada di accesso alle case
PENNE. Cresce la preoccupazione tra i residenti di contrada Mallo, a Penne. L’unica strada di accesso alla zona è ancora devastata dalle frane provocate dalle forti piogge del 2015. Un tratto è deformato dai contorcimenti del terreno e le condotte del metano sono fuoriuscite all’esterno.
Per i residenti, allontanarsi da casa e rientrare è un’impresa. «Abbiamo invocato le istituzioni locali a porre rimedio a questa situazione. Nulla o quasi è stato fatto. Con l’arrivo dell’inverno, c’è rischio che le nevicate possano definitivamente bloccare l’accesso alle nostre case. Una decina di famiglie rischiano di rimanere isolate. All’amministrazione abbiamo chiesto di sistemare il gabbione a ridosso della frana, in modo che che il tratto stradale già ampiamente danneggiato possa quantomeno essere un po’ allargato. Anche in questo caso non siamo stati ascoltati. Sono diverse le auto che hanno subito incidenti nel tratto più martoriato. Non vorremmo che la situazione peggiori nei mesi più freddi e difficili. Vivere in queste condizioni non è più accettabile» racconta Paolo Di Memmo, uno dei residenti. C’è insoddisfazione e rabbia tra la gente della contrada, soprattutto perché, a oggi, dopo quasi due anni dalle forti piogge della primavera 2015 non si è prodotta nessuna decisione apprezzabil. La popolazione di Mallo paga il fatto che per entrare e uscire dalla contrada può utilizzare solo l’accesso da Conaprato. La strada che attraversa le Cascatelle, nell’oasi del Lago di Penne, è stata infatti chiusa dal consorzio di bonifica Centro, che la gestisce, sempre a causa dei guasti provocati dal dissesto idrogeologico.
Per attraversare contrada Mallo, di certo, non è consigliata una normale vettura. La nuova amministrazione comunale del sindaco Mario Semproni ha inserito nel piano triennale delle opere pubbliche ben 19 strade, martoriate dai passati movimenti franosi, da mettere in sicurezza. La speranza è che davvero gli interventi vengano concretizzati nel più breve tempo possibile.
Francesco Bellante
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