«Contratti di solidarietà per garantirci il lavoro»

7 Maggio 2015

Auchan-Mall, i dipendenti si appellano a Cgil e Uil che non vogliono prolungare l’accordo con meno stipendio per 156 addetti: così si gioca sulla nostra pelle

CEPAGATTI. Temono per il loro futuro i lavoratori dell’ipermercato Auchan-Mall. Con la crisi che morde sempre più ferocemente, sono in tanti, tra i 156 dipendenti di Cepagatti del colosso francese della grande distribuzione, disposti ancora lavorare con il contratto di solidarietà, anche a guadagnare di meno, pur di mantenere il posto e portare il pane a casa.

La tensione è aumentata dopo gli esuberi dichiarati da Auchan in diversi punti vendita, compreso Pescara Aeroporto. Nella black list dei tagli non compare Villanova, ma stando a quanto reso noto dai sindacati non ci sarebbe da stare allegri perché il rischio di sforbiciate al personale è alto pure a Villanova di Cepagatti. Per sabato, è indetto uno sciopero in tutti gli Auchan d’Italia. Consapevoli che negli ultimi anni, in via Nazionale, i livelli occupazionali sono stati salvaguardati per l’applicazione del contratto di solidarietà, in scadenza il 31 maggio, i lavoratori lanciano un appello a Cgil e Uil a firmare la proroga per un altro anno, in modo da tutelare i posti di lavoro esistenti.

«Dal 2011, il contratto di solidarietà ci ha consentito di continuare a lavorare senza perdere quasi nulla del nostro stipendio» afferma un gruppo di dipendenti Auchan-Mall. «Siamo consapevoli delle difficoltà dell’azienda a Cepagatti, per questo cerchiamo soluzioni per salvaguardare i posti di lavoro, dalla nostra disponibilità a lavorare la domenica agli orari flessibili».

I dipendenti hanno sottoscritto, l’anno scorso, una solidarietà fai-da-te, da applicare quando terminerà quella con ammortizzatore sociale, che prevede la riduzione della prestazione di lavoro come durante la solidarietà, ma con meno stipendio, mancando l’integrazione dell’Inps.

«Siamo disposti a un sacrificio che per molti di noi sarà pesante pur di avere un posto di lavoro a Cepagatti» dicono i lavoratori, che tuttavia sperano nella riconferma della solidarietà completa di quota Inps. Nell’incontro tra azienda e sindacati e durante le assemblee è emerso che solo la Fisascat-Cisl è favorevole alla proroga della solidarietà, mentre le altre due sigle hanno detto che non possono firmare per un errore che avrebbe fatto l’azienda nella procedura di mobilità a livello nazionale.

L’azienda invece dice che non c’è nessun errore e sarebbe disponibile a prorogare la solidarietà. Chiediamo aiuto, ci appelliamo alle altre due sigle sindacali esortandole a non fare guerre inutili e politiche sulla pelle di 156 lavoratori e a firmare la proroga del contratto di solidarietà. Non ci fermeremo, con tutte le nostre forze e con qualsiasi forma di lotta cercheremo di far valere la nostra volontà che non è in accordo con i sindacati».

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