«Contributi alle famiglie per l’autoclave»

Dopo mesi senz’acqua, il consigliere Petrelli ipotizza un intervento di Comune e Regione. Oggi il consiglio straordinario
PESCARA. Il 70 per cento delle case dei pescaresi è privo di autoclave e senza questi impianti sembra praticamente impossibile usufruire di un servizio idrico regolare. Ecco perché il Comune sta «valutando la possibilità di intervenire, direttamente e/o con la Regione, a sostegno delle categorie fragili, per aiutarle ad acquistare le autoclavi». È «un’ipotesi», dice il presidente della commissione Ambiente, Ivo Petrelli, che ieri ha affrontato il tema della crisi idrica proprio in commissione con presidente dell’Aca Giovanna Brandelli. È stata lei a ripercorrere problemi vecchi e nuovi che hanno portato all'emergenza di questi mesi, con chiusure e riduzioni dei serbatoi e rubinetti a secco. La questione, poi, sarà al centro di una seduta straordinaria del consiglio comunale in sessione aperta, oggi alle 16,30.
«La situazione emersa nel confronto con Aca è veramente drammatica», commenta Petrelli. Tra i principali problemi della riduzione idrica del 2020 ci sono la mancanza di neve e un contestuale aumento dei consumi di acqua del 20 per cento dovuti al Covid. «Nel 2021, poi, il quadro è stato appesantito dall’assenza di pioggia. L’acqua scarseggia, ma cresce la domanda», spiega Petrelli. «L’Aca ha assunto delle iniziative, redigendo una campagna per il rilevamento delle perdite sotterranee con attrezzature a ultrasuono, fondamentale per progettare gli interventi di risanamento. Ha redatto il progetto Masterplan per aumentare il prelievo del Tirino (il secondo stralcio sarà pronto a breve) e ha chiesto l’attivazione di nuovi pozzi di emergenza a Bussi».
L'attività di manutenzioni delle reti idriche è passata dai 5mila interventi del 2019 a 5.700 nel 2020 e ai 5.126 interventi di quest'anno (al 30 settembre). «È stata predisposta una riduzione delle pressioni di esercizio per diminuire perdite e rottura delle tubature e si punta alla razionalizzazione dei consumi idrici aprendo un tavolo con i Consorzi di Bonifica per la realizzazione di impianti separati per l’uso irriguo». In tutto il quadro disegnato dalla Brandelli, un altro fattore che peggiora la situazione è la mancanza delle autoclavi nelle abitazioni private, previste da una legge del '96. «Un ruolo fondamentale, in questa fase, la svolgono gli utenti», chiarisce Petrelli, «perché ancora oggi il 70 per cento del patrimonio immobiliare residenziale risulta privo di un’autoclave. Che significa che gli appartamenti dal terzo piano in poi sono destinati a soffrire per la carenza idrica» e ne sanno qualcosa tutti i cittadini che hanno trascorso un’estate e un autunno all’insegna dell’emergenza. L’autoclave, ripete da mesi l’Aca, è l’unico modo «per ripristinare un servizio idrico regolare, ma è anche vero che l’installazione e la manutenzione determinano un costo a carico degli utenti».
Una valutazione sul da farsi potrebbe essere fatta proprio oggi nel consiglio straordinario, voluto dai gruppi di opposizione. All’ordine del giorno cause e azioni in corso per il superamento dell'emergenza idrica. Alla seduta aperta prenderanno parte il dirigente tecnico Aca Lorenzo Livello e la presidente Brandelli, se riuscirà a liberarsi da una riunione in programma a Roma sul Piano nazionale di ripresa e resilienza, a cui attingere per realizzare investimenti per 140 milioni, di cui 30 solo su Pescara, che l'Aca ha in programma per rifare le reti.

