Controlli a tappeto in tutta la città Più gente in casa coi nuovi divieti
Eseguiti 206 accertamenti dai vigili urbani, tra i fermati anche cittadini provenienti dalla zona rossa Il sindaco Masci: «Restrizioni necessarie, spariti ciclisti e runners. Ora evitiamo le file al supermercato»
PESCARA. C'è chi ignora il divieto di allontanarsi dalla zona rossa e raggiunge comunque Pescara e chi non rispetta l'ordinanza del sindaco Carlo Masci che limita moltissimo gli spostamenti in città e fa un po' come gli pare. È stata anche ieri una giornata di controlli, per il personale della polizia municipale e per le forze dell'ordine. E solo la polizia municipale, volendo tracciare un bilancio in termini numerici, ne ha eseguiti 206, rilevando sette violazioni dell’ordinanza numero 43 e nove violazioni del decreto Conte, che fissa dei paletti ben precisi per gli spostamenti da casa.
Un caso emblematico è sicuramente quello avvenuto ieri in via Prati dove le pattuglie della municipale, agli ordini del comandante Danilo Palestini, hanno fermato due auto: una con persone residenti a Castiglione Messer Raimondo e l'altra che arrivava da Bisenti, due Comuni inseriti nella zona rossa istituita in Abruzzo. Gli occupanti del primo veicolo, in particolare, si sono giustificati dicendo di essere stati dal figlio, a Pescara, e nei loro confronti è stato disposto il riaccompagnamento, oltre alla sanzione, che è scattata anche per l'altro automobilista.
Ma non sono gli unici casi, considerata la gravità di quello che sta accadendo in tutto in Paese e anche oltre. Nei giorni scorsi le forze dell'ordine hanno fermato e denunciato persone che hanno propinato le giustificazioni più assurde alle pattuglie: c'è chi ha raggiunto un distributore automatico di bevande al centro di Pescara partendo dai Colli, chi ha detto di essere uscito di casa (a Francavilla) per fare due passi ed è arrivato a piedi a Pescara, ma alla fine ha dovuto ammettere di essere un lavoratore in nero e anche chi ha cambiato Comune (con la moglie) per raggiungere Pescara e aiutare degli amici a cambiare una spina elettrica. Tra chi se n'è infischiato del decreto di Conte c'è anche chi si è spostato a Pescara da Montesilvano per fare compere in un negozio etnico.
Il desiderio di uscire non è contenibile per molti e lo dimostrano le tante telefonate ai centralini istituzionali e delle forze dell'ordine di chi, ad esempio, sfiderebbe il pericolo di contagio per potare le piante di olivo in un'altra provincia o per comprare una specialità alimentare fuori città. Masci ritiene che Pescara abbia recepito la sua ordinanza e anche gli appelli ripetuti in questi giorni. «I cittadini si sono mostrati responsabili e attenti e se fino ad oggi ci sono stati dei comportamenti che violavano il decreto Conte credo che sia perché non tutti hanno compreso cosa sta accadendo e cioè che una passeggiata può essere pericolosa, perché una persona asintomatica può trasmettere il virus senza saperlo. Sulla necessità e sulla bontà dell'ordinanza non ho dubbi, perché la stanno replicando sindaci e governatori e perché credo che sia meglio che qualcuno vada dall'avvocato piuttosto che al funerale di un amico, se non in ospedale. Di fronte abbiamo un nemico aggressivo e subdolo nei confronti del quale, come Comune, abbiamo fatto il massimo, e siamo arrivati primi, dallo stop al mercato, che è stata una scelta difficilissima, alla chiusura di parchi e cimiteri, fino alle ultime disposizioni restrittive inserite nella mia ordinanza» di due giorni fa che limita moltissimo gli spostamenti (e vieta le attività sportive e motorie all'aperto).
Si è resa necessaria perché c'erano degli irriducibili che continuavano ad uscire senza motivazioni valide. Ieri, però, non si vedevano in circolazione né ciclisti né runners, per cui il numero delle violazioni si assottiglia (ieri gli irregolari erano l'8% dei controllati) mentre, ha fatto notare Masci, «c'erano eccome le pattuglie per i controlli», che vengono eseguiti «a tappeto da tutte le forze dell'ordine». In una «città deserta, di fronte alla quale mi piange il cuore» c'è una cosa, per Masci, che stona, e cioè «la fila davanti ai supermercati, seppur rispettosa delle distanze» per cui il consiglio che rivolge ai pescaresi è di «riorganizzarsi la giornata: avendo più tempo a disposizione, si potrebbe andare quando c'è meno gente».
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