Controlli a tappeto sulla riviera Il questore: «Pescara città sicura»

24 Giugno 2019

Task force di polizia, carabinieri, finanza e vigili urbani in azione da Porta Nuova fino a Montesilvano Nel mirino, la lotta ai decibel e l’abuso di alcol. Cinque stabilimenti sanzionati per irregolarità varie 

PESCARA. Riviera “militarizzata“ con uomini e mezzi delle forze dell’ordine, controlli a persone e veicoli e multe salate a 5 stabilimenti balneari non in regola con le autorizzazioni amministrative.
Sono i controlli preventivi, finalizzati alla repressione di eventuali «criticità derivanti da abusi, alcool, droghe, schiamazzi, liti», disposti, a partire da sabato sera e per tutta l’estate, dal questore Francesco Misiti in risposta alle crescenti richieste sulla sicurezza che arrivano da cittadini e coalizioni politiche. Ai quali manda un messaggio rasserenante: «La città è sicura, i controlli per dare ordine alla movida ci sono e andranno avanti da Pescara a Montesilvano, per quanto tempo e in che modo, lo valuteremo di volta in volta» tenendo presente che «a Pescara non esiste solo la movida, le forze dell’ordine vanno messe in campo» anche su altre emergenze.
Saranno «tutelati tutti i cittadini», sottolinea il questore, «faremo in modo che chi si vorrà divertire potrà farlo con educazione e rispetto anche nei confronti di chi chiede il diritto al riposo».
In questo gioco delle parti si inserisce anche il capitolo “pazienza” richiesta all’una e all’altra sponda. Non serve l’esercito sul territorio, ha detto nei giorni scorsi Misiti in replica agli allarmi del Movimento 5Stelle che invece lo vorrebbe, ma su questo passaggio il questore glissa: «Non voglio più parlare di questo argomento, ho già espresso il mio pensiero e non mi presto ai giochi di chi, sulla questione, ci marcia politicamente». Fine.
Movida blindata, dunque, dallo scorso fine settimana sul lungomare tra Pescara sud fino a Montesilvano, presidiato dalle forze dell'ordine (una decina di mezzi e una ventina di agenti in divisa e in borghese) che hanno eseguito una serie di controlli a persone e autoveicoli e ispezionato cinque esercizi pubblici della riviera (i cui nomi non sono stati resi noti dalle autorità) a cui sono contestate altrettante sanzioni per accertamenti di «lieve entità» secondo la questura. Di norma però le multe applicate nel corso di controlli durante i quali vengono rilevate delle irregolarità, variano da 500 a 3000 euro.
Pattuglie di carabinieri dei comandi di Pescara e Montesilvano, polizia con unità cinofile, militari della Guardia di finanza, agenti del gruppo antidegrado Giona della polizia municipale di Pescara e pattuglie del comando di Montesilvano, ispettori del lavoro e Asl si sono materializzate soprattutto nelle vicinanze di alcuni punti caldi della movida al confine tra le due città.
Un presidio di carabinieri e polizia municipale (a mezzanotte di sabato c’erano 4 pattuglie nel raggio di poche decine di metri) si è concentrato fortemente nella zona delle Naiadi da dove ogni fine settimana partono contestazioni, allarmi ed esposti dai cittadini del comitato “Movida selvaggia” che chiedono il diritto al riposo contro gli schiamazzi e il traffico che ogni notte impazzisce sotto i palazzi di via Livenza e dintorni.
Sabato sera, il traffico lungo le arterie rivierasche, affollate dal popolo assetato di divertimento, era piuttosto contenuto e i decibel si sono improvvisamente abbassati nel corso del pattugliamento dei militari proseguito fino alle 2 di notte.
Ci ha pensato la pioggia, scesa copiosa dall’una e mezza, a rimandare il popolo della notte a casa e silenziare la musica nei lidi con notevole anticipo rispetto al normale caos che solitamente va avanti fino all’alba.
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